Per il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella c’è lobby e lobby. Quelle degli avvocati e dei notai vanno sfidate e rintuzzate, anche mettendoli gli uni contro gli altri, mentre per le compagnie di assicurazione e le società telefoniche ben venga un occhio di riguardo. E’ la morale che si trae dalla Relazione annuale del numero uno dell’autorità garante della concorrenza e del mercato. Pitruzzella, infatti, dopo aver deprecato corruzione e conflitti di interesse ha lodato i contenuti del ddl concorrenza varato dal governo il 20 febbraio e ora in prima lettura nelle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera. Dall’approvazione parlamentare di quel testo, ha detto, verrà “un’ulteriore spinta verso l’apertura dei mercati e all’aumento della competitività”. “L’opposizione delle lobbies, che difendono le loro rendite di posizione, sarà certamente assai intensa”, ha aggiunto, “ma siamo certi che il Parlamento saprà resistervi“.

Peccato che, appunto, ci siano lobbies che leggendo il testo del disegno di legge non tremano, anzi. Mercoledì Aldo Minucci, presidente dell’Ania, cioè l’associazione che riunisce le assicurazioni, audito a Montecitorio sul testo si è felicitato per un “provvedimento atteso da ormai cinque anni” di cui “auspichiamo la rapida approvazione, pur con le modifiche che il Parlamento intenderà adottare, poiché l’impianto normativo promuove dinamiche competitive nel quadro di un corretto allineamento ai principi dell’Unione europea”. Compiaciuta anche Unipol (che dall’Ania è uscita lo scorso novembre): i rappresentanti del gruppo, giovedì, hanno detto in audizione che “le proposte contenute nel disegno di legge Concorrenza sembrano andare nella giusta direzione” visto che “semplificano le regole” e intervengono “con decisione laddove l’assenza stessa di regole determina squilibri economici che finiscono per ricadere sui redditi dei nostri cittadini e delle aziende”. Una soddisfazione che non stupisce, considerato che il ddl, rivedendo le basi di calcolo degli indennizzi agli automobilisti che restano invalidi in seguito a un incidente, garantisce alla compagnie milioni di euro di risparmi.

Al contrario, come rilevato a più riprese dalle associazioni dei consumatori e dall’Organismo unitario dell’avvocatura, per i milioni di italiani titolari di una polizza Rc auto non ne deriva nessun vantaggio bensì una riduzione dei diritti. Secondo Federconsumatori e Adusbef, i previsti sconti per chi accetterà di farsi inserire sulla macchina la scatola nera saranno infatti più che compensati dal costo dell’installazione (a carico del cliente). Quanto alla creazione di carrozzerie convenzionate, secondo i titolari delle officine creerà un monopolio abbassando la qualità delle riparazioni. Peggio ancora, l’obiettivo di rivedere al ribasso la liquidazione del danno biologico si tradurrà in risarcimenti più bassi fino al 40%.

Anche le compagnie telefoniche hanno poi incassato un assist non da poco: il ddl reintroduce infatti le penali per gli utenti che recedono dalle promozioni sottoscritte nell’ambito di un contratto prima della scadenza naturale. Il disegno di legge ha invece scontentato notai, avvocati, benzinai e farmacisti. Lobby meno lobby di altre.