Un “regalo alle compagnie assicurative a scapito dei cittadini”. Così i rappresentanti dell’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), in audizione davanti alle commissioni congiunte Attività produttive e Finanze della Camera, hanno definito le norme del Disegno di legge sulla concorrenza relative ai sinistri stradali. Norme che, come già rilevato da diversi esperti del settore e dalle associazioni dei consumatori, “invece di aumentare i diritti degli assicurati li comprimono. Eppure gli utili delle compagnie aumentano vertiginosamente”. Secondo l’Oua “proporre un impianto legislativo basato su sconti obbligatori di misura indefinita” e comunque “non definibile in un mercato che, per i noti vincoli comunitari, non può tollerare alcuna imposizione di regolamentazioni tariffarie”, in cambio di “una riduzione dei diritti delle vittime della strada, potrebbe apparire una misura dirigista se non un finanziamento pubblico a favore di compagnie private i cui utili sono ben al di sopra del margine di remunerazione lordo, in confronto a Paesi di consolidata cultura assicurativa”.

L’impianto del disegno di legge approvato a febbraio dal governo Renzi, secondo gli avvocati, è “teso a trasformare il risarcimento in indennizzo” e sta già creando “un danno al settore della riparazione che, se deve vedere il futuro come terzista di tre compagnie che potranno esercitare un potere contrattuale enorme su una massa di piccole imprese, non può fruire dei pur debolissimi segnali di ripresa”. Infine, l’Oua lamenta il fatto che nel testo “nulla si dice in relazione a quanto lo scorso anno è avvenuto in Francia con la legge Hamon, in merito alla portabilità della polizza assicurativa, forse l’unico strumento valido in mano all’assicurato per esercitare un minimo di potere contrattuale in fase di acquisto della polizza“.

Angelo Massimo Perrini, segretario per la commissione Rc dell’Oua, ha quindi espresso “netto dissenso” nei confronti del pacchetto di norme, che “va contro i principi fondamentali della parità delle parti e del diritto risarcitorio”. Quelle sulla Rc auto, peraltro, sono “norme impropriamente messe nel corpus. C’è un certo grado di approssimazione, che raggiunge il suo acme nelle norme sulla scatola nera: questo è il cavallo di Troia per superare la legge Bersani”. Un altro punto debole riguarda l’improcedibilità della domanda sulla base di indicatori fraudolenti: “Queste sono norme esoteriche – ha detto Perrini – Sulle frodi bisognerebbe chiarire, anche perché non sono statistiche del ministero di Giustizia ma sono dati autoreferenziali dell’Ania”.

L’avvocato Marco Bona, consulente della commissione Rc dell’organismo, ha poi rilevato che l’articolo 7 del ddl prevede una riduzione delle tutele di quanti subiscono macrolesioni in seguito a sinistri. “Questa norma per noi merita il rigetto più totale nel rispetto delle persone che hanno a soffrire i danni più gravi”, ha detto Bona.