“Più che liberalizzazioni io direi “Italia semplice”, tutela dei consumatori. È il tentativo di attaccare alcune rendite di posizione. Una sforbiciata, perché riduciamo il gap tra chi gode di rendite e chi no e tentiamo di eliminare qualcosa di troppo”. Così il premier Matteo Renzi ha riassunto la ratio del ddl sulla Concorrenza, esaminato nel Consiglio dei ministri di venerdì insieme al terzo decreto attuativo del Jobs Act. Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha poi presentato i contenuti del disegno di legge, scritto seguendo “quasi nella totalità le raccomandazioni che l’Antitrust aveva fatto pervenire” nella sua relazione annuale. Un testo, in realtà, decisamente povero di novità dirompenti. Anche perché nel corso del Cdm sono stati per esempio stralciati l’articolo che avrebbe favorito Uber e altri servizi di noleggio con conducente a scapito dei taxi, quello sulla vendita dei farmaci di fascia C nella grande distribuzione e le norme per la deregulation nella vendita di libri, quotidiani e periodici. Ed è saltato il recesso “libero” dai contratti di telefonia. La principale liberalizzazione, di fatto, è quella che toglie a Poste italiane il monopolio della consegna di multe e atti giudiziari. Non solo: alcune delle norme approvate sono ben lontane dal rompere le uova nel paniere di potentati e gruppi di interesse. Prime tra tutte le novità in materia di Rc auto, che come emerso nei mesi scorsi ricalcano pari pari quelle decisamente favorevoli per le compagnie – in particolare per UnipolSai – inserite dall’esecutivo di Enrico Letta nel decreto Destinazione Italia e stralciate dopo le polemiche. Eppure Renzi è convinto che il testo “incontrerà in Parlamento le resistenze delle lobby“. Ma “noi le sfideremo”, ha detto.

“Ci siamo occupati di assicurazioni, fondi pensione, poste, banche, professioni, energia e farmacie“, ha spiegato Guidi. Secondo cui il Ddl punta a “far calare le tariffe o diminuire i prezzi e aprire pezzi di mercato oggi non tanto accessibili per nuove iniziative imprenditoriali” e “come ha detto l’Ocse potrebbe portare ad un aumento del Pil fino a 2,6 punti in 5 anni”. Sul primo fronte, come da anticipazioni, rispunta l’obbligo degli accertamenti strumentali per il risarcimento delle microlesioni e viene rispolverata la (scaduta) delega al governo per riscrivere le tabelle con cui calcolare la cifra dovuta dalle compagnie in caso di incidenti che provochino danni gravi alle persone. In più arriva l’obbligo per le assicurazioni di fare sconti sulle tariffe applicate se l’assicurato accetta l’ispezione preventiva del veicolo o clausole finalizzate al contrasto delle frodi come l’installazione (a spese del proprietario) della scatola nera e di rilevatori del tasso alcolemico. Lo stesso vale se l’automobilista farà riparare il veicolo presso officine convenzionate, ipotesi che ha fatto insorgere i carrozzieri secondo i quali in questo modo le compagnie avranno il potere di incidere sulla formazione dei prezzi degli interventi fino ad imporre tariffe orarie e tempi di lavorazione. Con l’esito finale di far diventare le carrozzerie terzisti degli assicuratori. Altre norme molto discusse riguardano l’obbligo di indicare i testimoni, in caso di incidenti con soli danni alle cose, non oltre il momento della denuncia.

Favorita poi la portabilità per i fondi pensione, mentre nel campo delle comunicazioni “abbiamo eliminato le asimmetrie tra l’accensione del contratto e la possibilità di recesso“. In particolare “le modalità utilizzabili dal soggetto contraente che intenda recedere da un contratto stipulato con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, nonché in caso di cambio di gestore, devono essere semplici e di immediata attivazione”: insomma, dovrebbe bastare una email invece della solita raccomandata. In compenso però la durata massima del vincolo contrattuale non scende a 12 mesi come da anticipazioni ma viene fissata a due anni. E non scompare la penale dovuta dal consumatore in caso di recesso anticipato: l’unica concessione è che “l’entità dovrà essere commisurata al valore del contratto”.

Per quanto riguarda le banche, dopo le norme sulla portabilità del conto corrente contenute nel decreto del 20 gennaio arrivano novità che dovrebbero “garantire la piena mobilità della domanda”: i costi delle chiamate per l’assistenza ai clienti non potranno superare le tariffe per l’ordinaria chiamata urbana, saranno introdotti strumenti di comparabilità delle offerte di servizi e un apposito sito Internet dovrà garantire la trasparenza nella vendita di polizze assicurative accessorie ai contratti di finanziamento e ai mutui.

Nell’ambito dei servizi postali viene eliminata una “distorsione che c’era solo in Ungheria e Portogallo, cioè la riserva legale (il monopolio, ndr) alle Poste per la consegna di atti giudiziari e multe“. Nel campo dell’energia e del gas dal 2018 verrà superato l’attuale servizio di maggior tutela, quello in base al quale è l’Aeeg a stabilire le condizioni economiche della fornitura per gli utenti che non passano al mercato libero. Per il gas naturale, la tutela sarà del tutto eliminata, mentre per l’elettricità è prevista “la graduale restrizione dell’attuale perimetro di tutela” riservato a pmi e famiglie che non hanno scelto un fornitore sul mercato. Per i carburanti invece si vieta l’introduzione, in particolare da parte delle Regioni, di “norme discriminatorie” a carico dei nuovi entranti. In sostanza si elimina la possibilità di imporre, per l’apertura di nuovi distributori, la presenza di più tipologie di carburanti, inclusi metano per autotrazione, Gpl o idrogeno.

Per quanto riguarda le professioni, per la compravendita di immobili non a uso abitativo e di valore inferiore a 100mila euro non servirà rivolgersi al notaio ma si potrà scegliere invece di andare da un avvocato titolare di una copertura assicurativa ad hoc. Non solo: “Per le srl e per una serie di atti laddove è prevista la firma digitale quest’ultima diventerà sostitutiva del ricorso al notaio e all’atto pubblico”. Gli avvocati avranno l’obbligo di presentare ai clienti un preventivo (oggi è solo su richiesta dell’assistito), saranno autorizzati a aderire a più di una associazione professionale e nei loro studi potranno entrare soci di capitale. Via libera anche alle società multiprofessionali.

Per quanto riguarda la distribuzione dei farmaci, dopo le polemiche delle scorse settimane il governo ha deciso di stralciare gli articoli che prevedevano la vendita nei supermercati di quelli di fascia C. “Non abbiamo toccato nulla riguardo alla distribuzione, né sulla pianta organica delle farmacie”, ha confermato Guidi. In compenso “viene eliminato il limite di titolarità di 4 licenze in capo ad un unico soggetto”. E anche in quest’ambito viene introdotta la possibilità di costituire società di capitali.