Mancano pochi giorni all’uscita americana di Inside Out, il nuovo film d’animazione targato Disney-Pixar. È il quindicesimo lungometraggio realizzato dallo studio di animazione nato come una costola della LucasFilm, poi passato a Steve Jobs e adesso accolto nell’abbraccio materno di casa Disney. Da Toy Story, che nel 1995 apparve sugli schermi di tutto il mondo cambiando per sempre il cinema d’animazione, ne è passata davvero tanta di acqua sotto i ponti, ma lo smalto di un tempo evidentemente non si è perso per strada.

Inside Out è una delle idee più geniali dei film animati degli ultimi anni: i personaggi sono le varie emozioni che albergano nella mente della piccola Riley, ragazzina americana costretta a un traumatico trasferimento dal Minnesota a San Francisco. Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto tenteranno di mettere le cose a posto, tra goffaggini e slanci di tenerezza, in un film che è molto meno banale di quanto possa sembrare e che, anzi, riesce ad alternare negli occhi dello spettatore differenti e contrastanti emozioni (appunto!).

Ci si diverte molto, perché mamma Disney serve innanzitutto a questo, ma Inside Out è anche un film d’animazione molto dolce, con venature tristi e malinconiche. Una vera e propria altalena di emozioni che lascia un retrogusto amarognolo, con il lieto fine che addirittura sembra quasi non arrivare fino all’ultimo secondo. Poi arriva, ovviamente, perché altrimenti non sarebbe Disney, ma stavolta ce lo fanno sudare più del dovuto.

È un viaggio all’interno della mente umana, tra fantasia e aderenze con la realtà fisiologica e psicologica, e in vari passaggi ti viene persino il dubbio che Inside Out sia davvero adatto a un pubblico di bambini.

Per vederlo nei cinema italiani dovremo aspettare il 16 settembre prossimo, ma il consiglio è, se possibile, di vederlo in versione originale. La voce di Gioia, l’emozione della piccola Riley che in pratica è la protagonista assoluta del film, è di una Amy Poelher come sempre in formissima, mentre la goffa e bisognosa d’affetto Tristezza ha la voce di Phyllis Smith.

Come sempre, Pixar regala ai suoi spettatori un corto animato proiettato prima del lungometraggio. Quest’anno tocca a Lava, piccolo gioiello tutto cantato, che racconta la storia d’amore tra due vulcani e che in Italia ha le voci di Malika Ayane e Giovanni Caccamo. Il motivetto hawaiano del cortometraggio ha il potere di entrarti in testa e non abbandonarti più, con un ukulele che produce una melodia hawaiana gigiona al punto giusto (perché in casa Disney di canzoni di successo se ne intendono assai).

Anche quest’anno, dunque, Disney e Pixar hanno sfornato un piccolo capolavoro (le recensioni entusiastiche all’ultimo Festival di Cannes hanno portato anche il sigillo di qualità della critica), e ora è già cominciato il countdown verso il 2016, quando arriverà Alla ricerca di Dory, sequel del fortunatissimo Finding Nemo tutto incentrato sulla figura irresistibile della pesciolina smemorata che nel primo capitolo ha accompagnato il padre nell’affannosa ricerca del piccolo pesce pagliaccio.

Il trailer