La bambina non può entrare nel parco avventura perché cieca. Succede a Fosdinovo, paese sulle colline di Massa Carrara, e la protagonista – suo malgrado – è la figlia della cantante pisana Petra Magoni. Una bimba di 10 anni che, nonostante sia non vedente dalla nascita, ha una vita normalissima: scia, pattina sul ghiaccio, si arrampica, fa danza ed escursioni in montagna con il Cai. “Basterebbe vedere il documentario di Silvio Soldini Per altri occhi per capire cosa può fare un non vedente”, chiarisce la Magoni, contattata da ilfattoquotidiano.it, dopo aver denunciato il fatto sul suo profilo Facebook. E la risposta è: tutto, un non vedente può fare tutto. Tranne, a quanto pare, entrare nel parco avventura di Fosdinovo.

parco avventura fosdinovoÈ il 2 giugno, festa della Repubblica, giornata di sole e mare in Toscana. La cantante decide di approfittare della fuga in spiaggia dei turisti per portare la figlia al parco “che sarebbe stato sicuramente vuoto”. E infatti, all’arrivo, in mattinata, c’erano solo 5 persone. Ma subito arriva la cattiva notizia: la bimba non può entrare. “Mi sono anche offerta di accompagnarla, ma non hanno accettato. Mi hanno mostrato il regolamento dove c’è scritto che una persona deve essere in grado di fare il percorso da sola, ma non le hanno dato nemmeno l’opportunità di farlo”. Dal parco chiariscono: “E’ un paradosso: ci attaccano perché abbiamo cercato di tutelare una persona – commenta la responsabile, Maria Cristina Bernazzani – Abbiamo rispettato la normativa di riferimento che prevede che una persona non possa essere accompagnata nel percorso. Bisogna fare una valutazione del rischio e non ce la siamo sentiti di far andare da sola una bambina non vedente. Cosa sarebbe successo se si fosse fatta male? Mi vengono i brividi solamente a pensare a quella bimba da sola nel percorso”.

Eppure, negli altri parchi avventura la bimba è potuta entrare. “Eravamo già state in un parco avventura, quello in Garfagnana, e non c’erano stati problemi – racconta la cantante – Mia figlia ha fatto chiaramente il percorso più semplice, quello per bambini, dove si cammina a cinquanta centimetri dal suolo. Lo stesso che pensavamo di fare a Fosdinovo”. “Questo dimostra il pregiudizio”, incalza la Magoni, che chiarisce “mia figlia scia, pattina, fa escursioni in montagna ed era in grado di fare anche quel percorso. Sono sua madre, non le farei mai fare qualcosa che reputo pericoloso per lei”. E aggiunge: “se il parco fosse stato pieno, non avrei mai insistito, perché probabilmente avrei rallentato il lavoro degli istruttori. Tutti possono sbagliare. Sarebbe bello riconoscere l’errore, scusarsi ed evitare di ripeterlo”. Ma dal parco rispondono secchi: “Se negli altri parchi glielo hanno fatto fare, torni da loro la prossima volta. Noi la responsabilità non ce la prendiamo”.