“Se sei una bella ragazza e fai la showgirl, sei automaticamente una troia”. Belén Rodriguez, ospite di Giulia Innocenzi ad Announo, racconta il suo tormentato rapporto con i social network, nel corso di una puntata dedicata interamente ai rischi della Rete, soprattutto per gli adolescenti. Dall’ormai noto sextape girato in Argentina con il suo ragazzo dell’epoca e poi diffuso in Rete fino agli haters che sui social non perdono occasione per attaccarla, la vicenda di Belén sul web è sembrata paradigmatica del rapporto particolare tra celebrità e internet, croce e delizia per chi, come lei, si abbevera alla fonte virtuale per alimentare popolarità ed esposizione mediatica.

Belén ha ricordato con evidente imbarazzo la vicenda che l’ha coinvolta qualche anno fa, quando un suo video molto intimo era stato fraudolentemente diffuso in Rete (se ne trova ancora traccia, nonostante i tentativi della showgirl di farlo sparire definitivamente): “È stato bruttissimo, una violenza orrenda. Per due mesi non volevo uscire di casa. E io non l’ho mai visto, non ci sono riuscita”. Da lì era partita una trafila di cause legali e battaglie contro i mulini a vento del web, ma è la stessa showgirl ad ammettere che è stato tutto inutile: “Ho perso solo tempo e soldi”.

Ma anche senza sextape pruriginosi girati in quel di Buenos Aires, il rapporto tra Belén e la Rete è rimasto assai difficile. I numeri della showgirl argentina sul web sono da grande star internazionale: quasi 4 milioni di fan su Facebook, più di 2 su Instagram. E lei li cura personalmente e con una frequenza degna di una webstar. È soprattutto su Instagram che dà il meglio di sé, con foto che raccontano la sua vita quotidiana e che spesso coinvolgono il marito Stefano De Martino (“Mi odiano anche perché ho un marito figo con gli addominali”, ha detto ieri sera) e il figlio Santiago.

Ma se l’esposizione è massiccia, giocoforza lo è anche la carica degli haters, con commenti sessisti, frasi irripetibili, insulti di vario genere e persino attacchi al piccolo e incolpevole Santiago. Belén conosce i rischi del Web (ma anche le enormi potenzialità) e ha ammesso candidamente che spera che il figlio non abbia smartphone e tablet a dodici o tredici anni: “E’ nato figlio di Belén, non è colpa sua. Preferisco pubblicare io stessa le sue foto piuttosto che vederle sui giornali con i pixel sugli occhi. Adesso ha un iPad per guardare Peppa Pig, ma non gli permetterò di avere smartphone o tablet troppo presto”.

Il pregio dell’approccio dimostrato ieri sera da Belén nei confronti della Rete è che la showgirl argentina è sembrata consapevole dei rischi e delle opportunità di uno strumento che non può e non deve essere demonizzato a prescindere con generalizzazioni superficiali: “Mi sono fatta le ossa. Sono stata insultata da chiunque. Lavoro nello spettacolo, ci sta che lo facciano”. Se sei Belén, e vuoi continuare a esserlo, è necessario dotarsi di una buona dose di rassegnazione virtuale e accettare dal web il buono e il cattivo. In fondo “haters gonna hate”, e non c’è nulla che possiamo fare al riguardo.