A certe donne non bisognerebbe dare neanche la dignità della contesa, ma in questo caso vale la pena rotolarsi cinque minuti nel fango perché la questione è particolarmente illuminante su una certa specie femminile detta anche “quella peggio del peggior uomo”.  Antonella Piperno di Panorama mi dedica un simpatico articolo dal titolo: “La blogger tutta d’un petto”, sottotitolo “tuttologhe crescono”. Intanto toccherebbe spiegarle che i blogger non esistono più da qualche anno e ormai si sono trovati tutti qualche lavoro che sarebbe elegante menzionare, ma poi magari scopriremmo che dice anche “l’internet” e forse è meglio non sapere.  “Tutta d’un petto” invece è – pensate che pensiero moderno e rivoluzionario – un riferimento alle mie tette tirate in ballo per ragioni poco chiare, forse perché in un titolo scemo su una donna stanno sempre bene come lo stambecco nel presepe. Ma attenzione perché poi in realtà il tutto viene spiegato superbamente nell’articolo.

Secondo la signora, io da un po’ di tempo mi sarei allontanata dal mio segmento di competenze, che sarebbe, appunto, tette/gossip/trofeo da milf. Col mio passaggio a Il Fatto Quotidiano, secondo la signora, avrei osato scrivere “editoriali tosti che mi portavano fuori strada”. Per editoriali tosti la signora intende un mio pezzo su Silvia Sardone, il che suggerisce quale sia il suo parametro in fatto di editoriali tosti. Un editoriale sul rapporto mafia-stato per la signora Piperno probabilmente fa parte della sezione “cripticità massima” come i testi in lingua dell’Indo. Ovviamente non importa se mesi e anni prima abbia scritto su un altro giornale e con una certa regolarità di Salvini, della Moretti, di Matteo Renzi, della Madia, di Berlusconi, della Boschi, di Vendola  e di altri personaggi con un ruolo politico decisamente più definito, no, lei vede nel mio pezzo sulla Sardone il passo più lungo della gamba. O il reggiseno più piccolo delle mie tette, non ho ben capito. E allora si rallegra, la signora Piperno, della mia “lite” con la Bruzzone che ha pubblicato una mia vecchia foto oversize o di un retweet al sito youporn perché mi ha ironicamente eletta la milf dell’anno perché mi riportano “nel mio corpo”, dice lei, nel mio settore di competenze, insomma. Che è quello del titolo, “blogger tutta d’un petto”. Wow. E siccome non è contenta, non dimentica di inserire anche un velenoso passaggio sul mio viaggio in un campo profughi per Terre des Hommes con mio figlio, definendolo autopromozione. Perchè si sa, per occuparsi di temi importanti tocca non andare oltra la seconda, e pure lì dipende dalla coppa perché oltre la C già dalla politica interna la Piperno ti declassa agli spettacoli locali.

Poveretta la Piperno. Fa quasi tenerezza nel suo tentativo di invitarmi a un ruolo più frivolo e decorativo scomodando l’argomento tette come un qualunque maschio becero, come un gieffino incolto, come una qualunque giornalista livorosa. Fa tenerezza perché non si accorge che con un pezzo becero e sessista come questo si infila lei stessa nel settore gossip. Ma in quello da cortile, tra donnette piccole che utilizzano gli argomenti degli ometti più piccoli, per suggerire alle altre donne di limitarsi a essere ornamento. Specie se hanno le tette, che quelle si sa, sono il marchio della frivolezza come la doccia in spiaggia col Magnum Mathusalem.