Corruzione e mafia ostacolano la crescita dell’Italia. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nelle sue considerazioni finali in occasione dell’assemblea annuale, ha chiesto nuove riforme all’esecutivo per aiutare l’economia. E ha elencato quelli che sono per lui i problemi più gravi da affrontare per aiutare il Paese a ripartire. “La corruzione e l’operare della criminalità organizzata“, ha detto, “fungono da ostacolo all’attività delle imprese e alla loro crescita. Rispetto ad altri grandi Paesi le imprese non solo nascono mediamente più piccole, ma faticano anche a espandersi: in termini di occupati, anche quando hanno successo crescono a ritmi più bassi e per un periodo più limitato”.

Così dopo i ripetuti richiami del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anche Visco torna a ribadire il concetto sottolineando le influenze dirette che la criminalità organizzata ha sull’economia italiana. Al tema è dedicato un intero capitolo della Relazione annuale. “Corruzione e criminalità organizzata generano distorsioni nell’allocazione delle risorse, riducono l’efficacia dell’azione pubblica e ostacolano lo sviluppo”, si legge. “In Italia la diffusione dei fenomeni corruttivi è amplificata dalla presenza delle organizzazioni criminali, ormai anche al di fuori dei territori di tradizionale insediamento”.

Al centro del discorso di Visco anche le riforme del governo Renzi. Positive secondo il governatore, anche se c’è ancora da fare molto per permettere “una crescita stabile”. Per offrire nuove prospettive di lavoro in un contesto dove la disoccupazione è sempre più elevata, la ricetta è quella di “proseguire nello sforzo di innovazione per adeguarsi alla competizione globale”: “In Italia è stata avviata un’azione di riforma”, ha preso atto Visco, “riconosciuta a livello internazionale. Per non deludere le aspettative di cambiamento occorre allargarne lo spettro e accelerarne l’attuazione. In alcuni casi i benefici non sono immediati ma questo è un motivo in più per agire, con un disegno organico e coerente”. Sul Jobs act è invece prematuro, per il numero uno di via Nazionale, esprimere un giudizio: “È positivo l’aumento delle assunzioni a tempo indeterminato nei primi mesi del 2015 favorito anche dai consistenti sgravi fiscali. Dopo due anni di flessione, nel 2014 il numero di occupati ha smesso di diminuire, ma la disoccupazione è rimasta assai elevata e ha continuato a ripercuotersi sulla dinamica delle retribuzioni contrattuali”. Il governatore ha anche parlato della necessità di un intervento sull’istruzione, proprio mentre il Parlamento sta discutendo la riforma della Buona scuola: “Ai giovani la scuola deve fornire la prospettiva di un adeguato ritorno, non solo economico, per l’investimento in conoscenza: molti indicatori mostrano da tempo un ritardo sia nei livelli di istruzione sia nelle competenze funzionali degli italiani”.

Passando ai temi del credito, il governatore ha sollecitato ancora una volta l’avvio di una bad bank per facilitare il risanamento e recupero dei crediti a rischio in pancia alle banche. Serve “una discussione con le autorità europee rapida e costruttiva“, ha auspicato Visco, dopo che nelle scorse settimane il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan aveva accusato i tecnici di Bruxelles di “un atteggiamento tecnico negativo” sulla questione, perché considerano aiuti di Stato gli interventi pubblici ipotizzati da Roma. “Lo sviluppo di un mercato secondario dei crediti deteriorati, oggi pressoché inesistenti, contribuirebbe a riattivare appieno il finanziamento di famiglie e imprese. Proponiamo da tempo iniziative in questa direzione, anche con il concorso del settore pubblico; stiamo collaborando con il governo a disegnarle, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuto di Stato”, ha ricordato Visco. La stessa via Nazionale, del resto, la settimana scorsa ha affidato a Boston consulting group un incarico di consulenza finalizzato alla costituzione di una “asset management company per la gestione delle sofferenze bancarie”.

Sul fronte dei consumi e dell’effetto del bonus di 80 euro, la Relazione annuale rileva in base all’indagine sui bilanci delle famiglie “il 90% circa dell’incentivo fiscale sarebbe stato speso” e che, “nei primi mesi del 2015, la quota delle famiglie che segnala di arrivare con difficoltà alla fine del mese si sarebbe lievemente ridotta rispetto a un anno prima”. Tuttavia “secondo le indagini dell’Istat – si legge – la popolazione al di sotto della soglia di povertà assoluta è però più che raddoppiata rispetto al 2007, raggiungendo il 10% nel 2013”.

Il governatore ha espresso anche le sue preoccupazioni per la situazione della Grecia e il possibile impatto sul quadro economico europeo. “Le difficoltà delle autorità greche”, ha sottolineato, “nella definizione e nell’attuazione delle necessarie riforme e l’incertezza sull’esito delle prolungate trattative con le istituzioni europee e con il Fondo monetario internazionale alimentano tensioni gravi, potenzialmente destabilizzanti“.