Leggo che Salvini non è stato accolto bene in alcune città del Sud. Se non fosse stato accolto affatto forse nessuno se lo sarebbe neanche filato, giacché noi, a sud, conosciamo i nostri polli e sappiamo che in certi comizi arriva soltanto il segretario di sezione del partito tal dei tali, la tifoseria del corpo militante duro e puro e per le occasioni di festa si spostano anche mogli, mamme e suocere dei tesserati di partito.

Ma è anche possibile che ultimamente il sud abbia espresso amore senza riserve nei confronti di Salvini e allora qualche dubbio me lo faccio venire anch’io. Rifletto e penso: perché mai dovrei essere politicamente estranea a quel che lui racconta in giro? Non è mica lui che ci ha fatto sentire, noi del Meridione, come parassiti, scrocconi, gente che campa grazie al lavoro del norrrd, persone con le valigie di cartone che rubano il lavoro ai padani, terroni che puzzano, amici dei vu’ cumprà, africani per latitudine approssimativa. Non è stato mica lui a dire che quelli del sud con una laurea non dovevano andare a scroccare i posti da insegnante sempre lì al norrrd. Anzi, mi pare di aver sentito che hanno un sacco di amici e iscritti siculi e terroni, perché il terrone è fatto un po’ così. Ama integrarsi e rinuncia volentieri alla propria cultura di riferimento, anche perché di rinunce, il meridionale, colonizzazione dopo colonizzazione, ne ha fatte veramente tante, al punto da non capirci più proprio niente.

Chi siamo noi? Mah. Arrivano i Savoia e siamo savoiardi, e includo anche quelli che si usano per farci il tiramisù. Arriva Mussolini e siamo mussolintonti. Arriva Salvini e siamo salvati. Ancora mi chiedo perché non dovrei dare un voto a questo astro nascente, questo giuovine uomo che dice cose tanto belle e tanto sagge. Dovrò pur porre riparo e fare ammenda per i miei enormi errori e le mie pessime abitudini. Sono una donna, femminista, atea, anarchica, c’ho il “gender” in testa e condivido passioni e progetti con gente che appartiene a tutti i generi e a tutte le culture. Non ho mai voluto demolire una moschea e non me la sento neppure di attribuire la morte dei migranti che crepano nel Mediterraneo ad altri se non a me stessa. Perché è tutta colpa mia, statene certi. E’ colpa della gente come me che si chiama “buonista”, perché se io non fossi così “ista” allora il migrante non migrerebbe e rimarrebbe in casa propria a farsi bombardare da chi fa la guerra. Poi se io fossi una persona come si deve dovrei smetterla di usare parole gentili nei confronti dei rom, perché è colpa mia se stanno male e preferiscono farsi un rifugio di fortuna in mezzo al nulla invece che affittare, come fanno le persone perbene, un bell’appartamento in centro a 1000 euro al mese.

Inoltre non dovrei essere così comprensiva con le persone povere, perché prima che vedere se sei povero o meno ho da capire se sei itagliano. L’Itaglia non può ammettere codeste discriminazioni. Serve ristabilire un minimo di ordine e quando in fila per un pezzo di pane arriva l’itagliano e il non itagliano bisogna dare il pane al primo e dire al secondo che se non mangia è per colpa dei buonisti che lo hanno fatto venire qui pur sapendo che non c’è niente per lui.

Perché mai dovrei essere estranea alla politica della Lega Nord, ché intanto il fatto stesso che si definisca a Nord non fa niente perché quando arrivarono in Italia i longobardi non è che siamo stati così razzisti da rimandarli indietro. Dunque, noi del sud, dobbiamo smettere di discriminare quelli del nord e accoglierli a braccia aperte. Ascolteremo con attenzione la promessa di renderci un governatorato autonomo con nostre risorse di modo che il nord pagherà meno tasse e il sud però, in cambio, potrà decidere di che morte morire e farlo in totale autonomia. Pensate che culo, eh?

Con convinzione, a chi dice “chi semina vento raccoglie tempesta” o “il sud non vuole Salvini” io dico: sudisti, o sudati, orsù, date una possibilità a quest’uomo che per la prima volta si accinge a varcare, con coraggio e imperituro orgoglio, questa bocca dell’inferno chiamata Sud. Mi raccomando a riceverlo con una tarantella, la pizza, e qualche simulazione di sparatoria per fargli intendere che la Lega non sbagliava affatto quando riteneva di separare l’onesto nord, pieno di gente che lavora, mentre noi ci grattiamo le natiche, privo di mafia, camorra e soprattutto ‘ndrangheta, dal disonesto sud in cui c’è un magna magna generale.

Per mio conto, se passa dalle mie parti l’accoglierò come si conviene per una donna della mia statura morale, d’onore pregna, e la parola chiave è “pregna”, e di rispetto degna. Un abito nero, lungo oltre le ginocchia, perché più corto è peccato, calze nere pure a luglio, uno scialle o un tessuto nero per coprire i capelli e ci organizzeremo, io e le mie comari, per intonare un coro di benvenuto. Naturalmente verremo col consenso scritto e firmato dai nostri mariti. Che dice, Onorevole, possiamo portare anche i picciriddi o c’è rischio per loro?