Dopo 734 giorni di discussioni e di polemiche, dopo 13 giorni di dibattito in Aula, il disegno di legge Anticorruzione ha ottenuto il primo via libera del Senato con 165 voti favorevoli, 74 contrari e 13 astenuti. “E’ la volta buona”, ha scritto su Twitter Matteo Renzi. Ci sono in realtà voluti due anni prima che per l’Aula e per il governo fosse la “volta buona” e il provvedimento è solo al primo dei suoi passaggi: ora il disegno di legge che contiene norme contro la corruzione, il voto di scambio, il falso in bilancio e riciclaggio passa alla Camera. “Finalmente vedo alcune mie proposte approvate”, ha commentato il presidente del Senato Pietro Grasso. “Un passo avanti significativo, anche se resta molto da fare”. Soddisfatta anche l’Associazione nazionale magistrati: “E’ sicuramente un passo che aspettavamo da tempo. Finalmente torna una fattispecie che era stata sostanzialmente depenalizzata, il falso in bilancio. Ora chiediamo più coraggio, a cominciare dal tema della prescrizione”. Hanno detto sì il Partito democratico, Area popolare e Sel, mentre lo hanno bocciato il Movimento 5 stelle, Forza Italia e Gal. I grillini in un primo momento avevano votato a favore dei singoli articoli del provvedimento (che loro stessi hanno contribuito a scrivere), ma il sondaggio online tra gli iscritti ha chiesto che i parlamentari esprimessero il loro “no”.

Negli scorsi mesi al Senato è successo di tutto. Prima gli stop del governo in attesa del decreto per la riforma della Giustizia, poi le lotte interne per la calendarizzazione e i colloqui con le varie forze politiche, infine l’ostruzionismo di Forza Italia in commissione Giustizia. Ad un certo punto raccontano che il senatore azzurro Malan, pur di prendere tempo, si sia messo a recitare l’Iliade. Vero o no, l’approvazione era diventata un misto tra un’avventura epica e una barzelletta. Senza dimenticare poi che Palazzo Madama ha atteso per settimane l’emendamento sul falso in bilancio che prima avrebbe dovuto essere scritto dal relatore, poi dal governo, poi ancora dal relatore in un infinito tira e molla. Un fantasma che aleggiava durante i lavori in commissione e che finalmente Renzi un bel giorno ha deciso di affrontare. Il ddl è stato depositato da Pietro Grasso in persona nella primavera del 2013 e poi per lunghi mesi nessuno era riuscito a smuoverlo dai meandri delle stanze parlamentari: “Mi chiedo quali interessi blocchino la mia legge”, aveva detto Grasso al festival del Diritto di Piacenza. Intanto oggi esulta il ministro della Giustizia Andrea Orlando: “Noi abbiamo rischiato”, ha detto il ministro Andrea Orlando, “e abbiamo vinto. Questa è prova del fatto che molti di quelli che dicevano che noi facevamo finta, si sbagliavano. Sapevamo di correre dei rischi ma abbiamo preferito correrli piuttosto che si dicesse che non abbiamo fatto abbastanza contro i fenomeni corruttivi”.

M5s: “Si cura con l’accetta, non con l’aspirina”
Il balletto dei 5 Stelle ha lasciato perplessi in tanti. Sono stati tra i più attivi a difendere il disegno di legge, sempre loro a chiederne la calendarizzazione e ancora una volta loro a mediare per l’approvazione dei singoli emendamenti. Durante le prime ore della discussione in Aula hanno votato sì al testo, salvo poi essere smentiti dal referendum online tra gli iscritti M5S. “Qui siamo di fronte a una vera e propria epidemia di corruzione”, ha detto il capogruppo Andrea Cioffi, “che non si cura con l’aspirina ma con l’accetta, in senso metaforico. Non è un giallo che noi voteremo contro. Il popolo e noi non possiamo accettare compromessi al ribasso”.

Pd: “Non è sufficiente. M5S vota no, ma avevano concordato sul testo”
Il Partito democratico esulta, anche se chiede nuovi interventi. “Il disegno di legge sull’anticorruzione”, ha detto il capogruppo Zanda, “è importante ma non sufficiente perciò i senatori del Pd propongono l’approvazione del nuovo codice appalti, in esame in commissione, che consideriamo una priorità. Inoltre proponiamo di istituire una commissione d’inchiesta sugli appalti pubblici e sui fenomeni di collusione e corruzione”. E sulla decisione dei 5 Stelle di votare contro, ha aggiunto: “Il M5S vota contro pur avendo concordato numerosi punti del provvedimento in commissione giustizia. Capisco il metodo di affidarsi ai sondaggi ma il Parlamento è cosa diversa dai loro sondaggi”.

Forza Italia contraria: “No a questa legge”
E’ grazie a loro se il disegno di legge ha lievitato per giorni in commissione. Un giorno raccontano che il senatore Malan pur di prendere tempo abbia cominciato a recitare l‘Iliade. L’ostruzionismo del partito di Silvio Berlusconi è passato alle cronache come tra i più ostinati e anche oggi in Aula si sono opposti al provvedimento: “Forza Italia ritiene che la corruzione è un cancro della democrazia, ma Forza Italia dovrà votare no a questa legge”, ha detto Giacomo Caliendo.

Sel: “Passo avanti, ma su falso in bilancio è occasione mancata”
Anche Sel si è espressa positivamente sul testo: “Lo riteniamo un passo in avanti positivo rispetto alla normativa vigente”, ha detto il senatore Peppe De Cristofaro. “Peccato però che nei tre articoli del disegno di legge dedicati al ripristino del falso in bilancio, sui quali invece ci siamo astenuti, siano stati bocciati tutti i nostri emendamenti, che avrebbero consentito di assestare la pena per le società non quotate da due a sei anni (e non da uno a cinque), rendendo in quel modo possibile l’utilizzo delle intercettazioni. La solita occasione mancata, anzi il solito compromesso al ribasso”.