Ex berlusconiani, ex nostalgici, figli di, sindaci autodecaduti, persone inquisite e sotto processo. Vincenzo De Luca è un politico generoso. Accoglie tutti a braccia aperte. Il candidato Pd alla Regione Campania è pronto a dare ospitalità anche ai dem che, per una ragione o l’altra, non dovessero entrare nella lista di partito. Per loro ci sarà un posto nelle civiche ‘De Luca presidente’ e ‘Campania Libera’. A cominciare da Franco Alfieri, imputato di corruzione in una vicenda di appalti, sindaco Pd di Agropoli che si è fatto decadere con l’artificio del ricorso a una multa, l’apripista di un escamotage copiato da altri colleghi, come il sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, Pino Capasso, le cui ambizioni di carriera in Regione però non hanno trovato sbocco.

Al contrario di Alfieri: la direzione Pd di Salerno ha detto sì alla sua candidatura, interpretando in maniera garantista il codice etico. Ma da Roma hanno fatto sapere che non sarebbe il caso. La direzione regionale di domenica scioglierà il nodo. Mal che vada, Alfieri si candiderà in una delle civiche deluchiane. Farà compagnia a Paola Raia, ex cosentiniana, poi confluita in ‘Forza Campania’, il movimento di Nicola Cosentino e Vincenzo D’Anna, ed ora indipendente. Secondo più fonti qualificate la consigliera regionale uscente ha sostenuto Andrea Cozzolino alle primarie democrat. I 6 x 3 della Raia con lo slogan deluchiano “Mai più ultimi” già sono affissi a Napoli.

Tra i consiglieri regionali un tempo con Caldoro e oggi con De Luca, ecco poi Carlo Aveta, eletto nella Destra. Nelle foto sui social ricorda le gite a Predappio. Aveta ha rinunciato al vitalizio (gli sarebbe maturato tra una ventina d’anni) ed è uno dei pochissimi consiglieri neanche sfiorato dalle indagini della Procura di Napoli sulla Rimborsopoli della Campania: ha contrattualizzato i collaboratori, li ha pagati regolarmente. Persino la Corte dei conti lo ha tenuto fuori dagli inviti a dedurre. Passa dal centrodestra al centrosinistra di De Luca anche l’ex questore e parlamentare Franco Malvano, che fu il candidato sindaco di Forza Italia a Napoli nel 2006 e su nomina di Caldoro è il presidente della commissione antiracket regionale. Con De Luca inoltre troviamo Tommaso Barbato. L’ex senatore mastelliano che nel 2008 quasi mise le mani addosso a Nuccio Cusumano durante le votazioni per la sfiducia a Romano Prodi, ha annunciato tramite Facebook la candidatura in ‘Campania Libera’. E’ sotto inchiesta per un presunto voto di scambio alla vigilia delle ultime elezioni politiche, mentre le indagini sulle clientele Udeur nell’Arpac gli attribuirono 43 raccomandazioni.

Capitolo lista Pd. Sgomita per un posto a Salerno il sindaco di Giffoni Valle Piana Paolo Russomando. Si è fatto decadere in un modo più fantasioso di quello del primo cittadino di Agropoli: ha fatto causa al Comune per danni da buca stradale. Ha già aperto un comitato elettorale di fronte a piazza della Concordia. A trenta metri da quello di Alfieri. Poi c’è l’elenco dei ‘rampolli’. E’ quello più ricco. E al suo intero, forzando un po’, c’è pure Mario Casillo, che in verità ha una consiliatura alle spalle e punta, legittimamente, alla riconferma. Ma fino a quando andrà alle riunioni politiche accompagnato dal padre Franco Casillo, un potente ex consigliere regionale del vesuviano dai trascorsi demitiani, se ne ricorderà la parentela. Casillo, che con la sua corrente ‘areadem’ è stato determinante per la vittoria di De Luca alle primarie, è tra gli indagati della Rimborsopoli della Regione Campania: il pm Novelli ne ha chiesto il rinvio a giudizio per peculato. Potrebbero entrare nelle liste dem tra Napoli e Salerno Enza Amato, segretaria di circolo a Fuorigrotta e figlia del consigliere regionale uscente Tonino Amato, Carmela Fiola, figlia del consigliere comunale di Napoli Ciro Fiola, Federico Conte, figlio dell’ex ministro della Prima Repubblica Carmelo Conte. E’ tramontata la candidatura di Rosa Casillo, figlia dell’ex senatore Tommaso Casillo. Tornerà in campo il padre. Ma in ‘Campania Libera’.