Il valore di una squadra è dato dalla somma di tre elementi che non sempre hanno lo stesso peso:

– Skills/ le capacità individuali dei giocatori

– Coaching & Enviroment / la strategia di gioco e l’allenamento

– Cohesion & Unity / la forza intrinseca del gruppo

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In Juventus – Real Madrid si sono viste due squadre dove la prevalenza di questi elementi era diversa. Gli spagnoli hanno cercato di giocare sulle qualità tecniche dei suoi interpreti di spicco come Ronaldo, Bale o James Rodriguez. I padroni di casa si sono contrapposti con una grande coesione di squadra.

Tendenzialmente le squadre unite hanno questi vantaggi competitivi: riescono ad ottenere successi a lungo termine, alimentano una maggior partecipazione dei fan, i giocatori appaiono migliori del loro reale valore, la rosa richiede giocatori con minori capacità di base.

La Juventus ha tutti queste caratteristiche dimostrando che anche con meno budget si può essere ugualmente competitivi. Certo servono lungimiranza, continuità nella guida tecnica, gruppi omogenei (ad esempio composti da giocatori in prevalenza della stessa nazionalità e provenienti dal settore giovanile), anni di gioco insieme, senza fioriera in sede di mercato.

La gestione Agnelli-Marotta ha adottato questa strategia di crescita costante investendo in tutto quello che aumenta lo spirito identitario della società e non mi riferisco quindi solo alla creazione di uno stadio di proprietà, ma, come abbiamo detto, a come è stata costruita, conservata e migliorata la squadra negli anni.

La Juventus oggi può competere a livello internazionale come quasi mai nel passato perché ha giocatori che hanno una storia comune nel club e con la maglia azzurra (Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci, Pirlo, Marchisio) su cui ha inserito stranieri di esperienza (come Vidal o Tevez) e giovani da crescere con calma (come Pogba o Morata).

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. La vittoria con il Real ne è solo l’ultima testimonianza, ma non si vincono 4 scudetti consecutivamente per caso.

Il fattore coesione (accresciuto anche dalla gestione Allegri in grado di ripartire da dove era arrivato Conte senza soluzione di continuità) consente oggi alla Juve di:

– essere molto solida nella fase difensiva

– non snaturare la propria identità anche in trasferta (aspetto chiave in vista della gara di ritorno)

– poter assorbire giocatori nuovi senza problemi di ambientamento (vedi Pereyra o Sturaro)

– poter assorbire gli stress con maggior serenità (vedi accettazione dei giocatori infortunati o reazioni positive alle sconfitte).

Battere anche col gruppo Ronaldo a Madrid sarebbe il miglior viatico per affrontare con la stessa coesione il Dio del calcio, quel Leo Messi che già si profila all’orizzonte.