L’offerta di Mediaset per la società delle torri tv pubbliche, Rai Way, è finita nel mirino della Procura di Milano. Il procuratore aggiunto Francesco Greco, responsabile del dipartimento sui reati finanziari, e il pm Adriano Scudieri hanno infatti iscritto nel registro degli indagati per aggiotaggio informativo tutto il consiglio di amministrazione di Ei Towers, la controllata del Biscione a cui fanno capo le reti di trasmissione del segnale televisivo che aveva lanciato l’operazione. Che, secondo i pm, potrebbe dunque aver veicolato una manipolazione del mercato e, in particolare, la diffusione di notizie false per alterare il valore di un titolo azionario reato penale denominato appunto aggiotaggio.

La notizia è emersa martedì, quando il pm ha inviato il nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza a prelevare documenti utili alle indagini nella sede di Lissone della società. Quest’ultima a fine febbraio aveva offerto 1,22 miliardi per acquistare il 100% della controllata della Rai, ponendo come condizione il raggiungimento di una soglia minima del 66,67% delle azioni nonostante il 51% della società fosse vincolato a restare nelle mani dello Stato. Una partita persa in partenza, quindi, tanto che l’operazione sarebbe stata spiegabile soltanto in caso di precedenti accordi tra le parti di cui però non è mai stata trovata evidenza. Una spiegazione alternativa, per altro in linea con l’ipotesi investigativa degli inquirenti milanesi, è che ci fosse l’interesse a far lievitare il valore delle azioni Rai Way che tra la data dell’offerta e la bocciatura definitiva hanno registrato un guadagno del 16% circa. O anche della stessa Ei Towers, che nello stesso periodo ha visto il suo valore di mercato crescere del 20% circa. Complice anche l’inerzia della vigilanza dei mercati e dei cda di Rai e Rai Way la cui risposta formale è arrivata quasi due mesi dopo l’offerta.  

Nel mezzo la bocciatura dell’operazione da parte dell’Antitrust, che ha evidenziato il rischio che si creasse una posizione dominante incompatibile con un mercato concorrenziale. Soltanto a metà aprile, poi, il consiglio di amministrazione della tv pubblica ha formulato il rifiuto dell’offerta. Alla fine Ei Towers, che pure si era proposta anche come socio di minoranza della tv di Stato e oggi “ribadisce la piena correttezza dell’operato proprio e dei suoi amministratori”, ha congelato l’operazione.