Eva Kor, 81 anni, è stata vittima delle sperimentazioni mediche naziste nei campi di concentramento di Auschwitz. Oskar Groening, 93 anni, era un funzionario delle SS: raccoglieva i bagagli e gli effetti personali delle persone deportate e recuperava eventuali banconote. Per questo è stato soprannominato il “contabile”. A processo nell’aula giudiziaria di Lueneburg, in Germania, ha affermato di avere assistito a crudeltà che avvenivano sotto i suoi occhi. Secondo l’accusa col suo comportamento ha dato sostegno allo sterminio sistematico dei prigionieri.

Kor e Groening si sono incontrati nell’aula di tribunale in cui si svolgeva il processo all’ex nazista. La donna è stata chiamata come testimone e ha dichiarato di aver apprezzato il fatto che Groening si sia preso le responsabilità su quanto accaduto: “Per me non vi è dubbio che io mi sia reso corresponsabile moralmente”, ha infatti dichiarato l’uomo. Eva Kor ha spiegato su Facebook i suoi sentimenti nei confronti della persona che si è trovata davanti: “Gli ho semplicemente stretto la mano e gli ho detto: ‘Apprezzo che lei abbia voluto venire qui e guardarci in faccia. Ma vorrei che lei rivolgesse un appello agli ex nazisti ancora vivi, affinché escano dall’ombra e si confrontino con il problema dei gruppi neo-nazisti in Germania oggi. Voi potete dire di essere stati ad Auschwitz, che eravate nel partito nazista e che è stato terribile‘”.

Mentre Eva Kor gli parlava, Oskar Groening l’ha stretta e le ha dato un bacio, il tutto immortalato in uno scatto che la donna ha commentato al The Times of London: “So che molte persone mi criticheranno per questa foto, ma lascio perdere. Sono due esseri umani che si sono incontrati 70 anni dopo il fatto. Non capirò mai perché la rabbia è preferibile a un gesto di benevolenza. Niente di buono può venire dalla rabbia”. L’anziano nazista ha raccontato con ogni dettaglio cosa accadeva ad Auschwitz, ha ammesso le sue responsabilità e ora è accusato di concorso nell’omicidio di 330mila persone.

Eva Kor ha infine aggiunto: “Sono convinta che abbia fatto tutto ciò di cui è accusato. Gli ho detto che perdonarlo non mi impedisce di accusarlo, né dovrebbe significare una sua minore responsabilità”.