Il 25 marzo del 1995 nasceva Libera, l’associazione voluta da Don Luigi Ciotti. Da allora ogni giorno, tutti i giorni le donne e gli uomini di Libera hanno contrastato le mafie, promuovendo una cultura della legalità, fondata sulla Costituzione e sull’impegno civico.
Il loro sforzo, collettivo e quotidiano, non si esaurisce nella singola manifestazione o nella giornata della memoria che si svolge il 21 marzo di ogni anno, ma si sostanzia di azioni che attraversano comuni, scuole, carceri, piazze e danno vita a percorsi formativi, al riutilizzo dei beni confiscati, alla nascita di “affari puliti”, alla presentazione di proposte di legge nel segno della trasparenza, della legalità, della dignità delle persone.
Contro di loro si sono spesso levate le voci di quelli che…”Al Nord la mafia non c’è…” Oppure di quelli che “..Non possiamo mica fare l’esame del sangue alle aziende… Parlare troppo di mafia danneggia l’economia…“.
Per non parlare di quella che Don Ciotti chiama l’antimafia parolaia che la domenica piange le vittime e magari il lunedì difende le prescrizioni o invoca le leggi bavaglio. Articolo 21 ha inoltre un motivo in più per fare gli auguri a Libera e si chiama Liberainformazione, luogo di elaborazione e di incontro tra quanti tentano di fare informazione sulle mafie, illuminando le zone di oscurità e di impunità e realizzando una rete di solidarietà attiva attorno ai cronisti impegnati nelle zone di frontiera.
Ogni qual volta si è reso necessario contrastare censure, minacce, intimidazioni, tentativi di mettere a tacere una voce scomoda abbiamo sempre incontrato Libera e Liberainformazione. “La mafia uccide sempre meno persone, ma uccide la speranza..” ha detto più volte Don Luigi Ciotti, parole da condividere, ma sino a quando esisteranno le donne e gli uomini di Libera anche la speranza continuerà a vivere.