Ci sono programmi televisivi che resteranno per sempre nella storia del piccolo schermo italiano, che hanno segnato un’epoca, che hanno rappresentato al meglio un momento storico, sociale e culturale. Uno tra questi, forse il caso più clamoroso degli ultimi trent’anni, è stato il Maurizio Costanzo Show.  Il talk più longevo d’Italia, che ha visto susseguirsi sul palco del teatro Parioli migliaia di ospiti e che ha lanciato decine di grandi nomi dello spettacolo, torna dopo cinque anni e mezzo di stop, con quattro speciali in prima serata, in onda da aprile su Rete4. È un ritorno che ha del clamoroso, visto che molti avevano archiviato definitivamente la creatura più longeva di Maurizio Costanzo, che da tempo si dilettava solo in radio e con il piccolo gioiello S’è fatta notte, in onda su RaiUno a notte fonda, appunto. Evidentemente Costanzo aveva voglia di tornare in pista da protagonista e con il suo programma di maggior successo. Il talk show, andato in onda dal 1982 al 2009 (prima su Rete4, poi su Canale5), non verrà trasmesso dal Teatro Parioli ma dagli Studios di via Tiburtina, che già ospitano tutti i programmi di Maria De Filippi. Cambierà la disposizione degli ospiti, forse anche del pubblico, ma non cambierà la storica sigla composta da Franco Bracardi, indimenticato pianista della trasmissione.

Non è ancora molto chiaro se i quattro appuntamenti in prima serata saranno l’antipasto per un ritorno in pianta stabile del programma dal prossimo autunno o se si tratta soltanto di un evento una tantum, giusto per deliziare un’ultima volta i palati dei tanti orfani della trasmissione. Tornare in onda dopo una storia così gloriosa e qualche anno di stop rappresenta un rischio, questo è chiaro. Ma forse solo Maurizio Costanzo, proprio perché custode di una carriera che non ha eguali nel nostro paese, può permettersi di correrlo. In fondo non ha nulla da perdere, e ancora meno da dimostrare. È interessante capire se il linguaggio del Costanzo Show è ancora in grado di rappresentare al meglio la società odierna, se l’anchorman romano riesce ancora a intercettare gli umori e le tendenze del nostro paese o se, al contrario, non ne sia ormai estraneo.

La collocazione su Rete4 indica chiaramente che non sarà l’Auditel la prima preoccupazione, anche perché la più piccola delle reti Mediaset da questo punto di vista rappresenta un handicap iniziale insormontabile. Come ogni programma quasi totalmente sganciato dagli ascolti, forse anche il rinato Maurizio Costanzo Show potrà permettersi una qualità e un ritmo inediti per la tv dei giorni nostri. Insomma, la curiosità è tanta, le incognite anche. Dal prossimo mese fugheremo ogni dubbio e potremo riascoltare, non senza un minimo di nostalgia televisiva, quelle note di pianoforte che per tanti anni hanno accompagnato le nostre seconde serate in tv, che ci hanno costretto a tirar tardi e combattere con la sveglia il mattino dopo.