Perla minore di un tesoro noir, oscurata forse dall’imponente figura dell’ispettore Maigret, “La verità su Bébé Donge” di Georges Simenon, pubblicato da Gallimard nel 1942, è un breve romanzo che narra la storia di Bébé Donge, moglie apparentemente perfetta che, in una tranquilla domenica di agosto durante un pranzo familiare, tenta di avvelenare il marito con l’arsenico. Ma i veri capolavori possono leggersi in qualsiasi epoca senza che il loro valore ne risenta e la vicenda della bella moglie e del suo inspiegabile gesto ha catturato, a 70 anni dalla sua pubblicazione, l’attenzione di un collettivo di artisti romani che lancerà il prossimo 26 di febbraio “Le verità su Bébé Donge”, un concept album-fumetto adattato dall’omonimo romanzo.

Si badi a quel plurale le verità, perché il lavoro di Bébé Donge, che è anche il nome che i musicisti, fumettisti, sceneggiatori, registi e attori che partecipano al progetto hanno scelto per il collettivo, si articola attraverso molteplici linguaggi artistici. I musicisti Fiammetta Jahier, autrice dei testi e delle liriche, Federico “JolkiPalki” Camici, Emiliano Bonafede, Tommaso Calamita e Giuseppe Coglitore, già noti nella scena indipendente italiana, danno vita a dieci canzoni che ripercorrono i momenti salienti della storia e presto iniziano a pensare di dotare il progetto di una parte grafica a fumetti, come spesso era accaduto ai romanzi di Simenon dopo la loro pubblicazione. Si mettono quindi in contatto con il figlio di Simenon che si dice sorpreso ma entusiasta del fatto che il lavoro del padre possa essere ripreso in chiave moderna, attraverso la musica e altre forme espressive. Iniziano a collaborare aI progetto anche i registi Simone Iovino e Silvia Spernanzoni, che facendo attenzione al taglio cinematografico della storia, lavorano alla sceneggiatura del fumetto insieme all’illustratrice Valentina Griner autrice della graphic novel in uscita con il disco giovedì 26, per l’etichetta indipendente Goodfellas.

Denominatore comune tra le due riscritture, il ribaltamento del punto di vista perché, nonostante il titolo, il dramma borghese firmato dall’autore belga si concentra sulla psicologia del marito, l’imprenditore François Donge, che più che condannare la moglie per il gesto estremo con il quale ha attentato alla sua vita, cerca di rintracciarne le cause radicate nella loro storia. L’operazione artistica di Le verità di Bébé Donge ruota infatti attorno all’affascinante e misteriosa figura di Bébé, autrice di un gesto disperato, relegata nel romanzo al silenzio: dai testi delle canzoni al punto di vista nel fumetto, tutto è vòlto a rendere alla vera protagonista della storia una voce e un’identità propria. Essenziale e sobrio nel tratto, il fumetto restituisce perfettamente il carattere originario di Bébé e il tono distaccato e freddo della narrazione di Simenon, dove le passioni si trovano sopite, quando non del tutto omesse per far spazio all’approfondimento psicologico dei personaggi.

“La linea asciutta e i colori piatti, che ricordano le grafiche delle riviste anni ’50, rispondono all’esigenza di mantenere da una parte il tono generalmente smorzato della narrazione e dall’altra quella di riuscire a sposarsi con il gusto più acceso delle musiche, che invece ricordano le colonne sonore anni ’70 e che spaziano tra il rock e il rythm’n blues” spiega Valentina Griner. “Ho disegnato a matita, inchiostrato dal vero e chiuso poi il lavoro in digitale, il tutto sotto la consulenza grafico-artistica dell’illustratore e street artist David Diavù Vecchiato, al quale sono molto riconoscente, visto che si tratta del mio primo lavoro lungo”. Un’esperienza collettiva di originale impatto e ricchissimo risultato, nella quale gli autori hanno lavorato in modo separato ma coesi rispetto al punto di vista narrativo e a certe linee strutturali del racconto, che in questa versione, a differenza del romanzo, ha un finale chiuso: “Siamo stati tutti d’accordo sul dotare la vicenda di un finale compiuto, che rispondesse alla domanda cosa succederà? che ci assillava dopo aver letto il libro”, prosegue Griner. Il fumetto però conserva i tratti forti della narratizione simenoniana: come il libro, è costruito attraverso un racconto a ritroso portato avanti in questo caso dal punto di vista della protagonista femminile e debitamente ampliato nei punti salienti di quello che Simenon definisce l’ingranaggio di Bébé, per risaltarne l’umanità anche nella sua lucida freddezza.

Il filo conduttore del disco sembra essere lo stesso: far emergere i pensieri di Bébé Donge, farli vivere e respirare nelle note e nelle canzoni, in cui vibrano ritmi e arrangiamenti decisi, un sound pulito ma sfrontato, talvolta aggressivo, che non lascia spazio a sentimentalismi, tanta è la spinta della decisione di Bébé e la risolutezza della sua verità. Ma la multimedialità non finisce qui e il concerto dal vivo sarà arricchito dai video di Gianfilippo Guadagno e da altri frammenti drammaturgici, curati da Iovino e Spernanzoni, anche questi girati e proiettati in scena, che vedranno protagonisti i personaggi satellite della vicenda in un gioco di richiami con i testi dei brani che trascinerà lo spettatore nel grande romanzo e nei suoi interrogativi irrisolti. Il cd e il libro completi di codici per scaricare le versioni digitali e pubblicati dall’etichetta indipendente Goodfellas saranno disponibili in libreria e nei negozi di dischi da giovedì 26, mentre per assistere al live e godersi il progetto in tutta la sua complessità dovremo aspettare venerdì 27 marzo, quando il Monk di Roma ospiterà la prima del concerto-spettacolo.

Di Virginia Tonfoni