Mentre in Serie A il Parma rischia il fallimento ed è stato costretto a rinviare la partita contro l’Udinese, in Serie B di calcio femminile c’è una squadra che la scorsa domenica non si è presentata al campo dove era attesa per un match di campionato. La Lazio ha dovuto rinunciare alla trasferta di Palermo (con tanto di sconfitta di 3-0 a tavolino): i soldi nelle casse della società sono finiti. E soprattutto non sono mai arrivati quelli che Claudio Lotito, presidente della Lazio maschile, aveva promesso a più riprese alle ragazze biancocelesti.

La storia di crisi della Lazio femminile comincia la scorsa estate. Quando inizia anche la scalata di Lotito ai vertici del pallone italiano. L’imprenditore romano sposa la causa di Carlo Tavecchio, che riuscirà a portare per mano alla presidenza della Figc. E nel programma dell’ex presidente della Lega Dilettanti c’è un ampio capitolo dedicato alla promozione del calcio rosa, che prevede di associare le squadre del campionato femminile alle big di quello maschile. “Solo così le donne potranno avere visibilità e solidità economica” spiegava Tavecchio, promotore del progetto anche ai tempi della Lnd. E Lotito, uomo forte del presidente Figc, aderisce entusiasta, come ribadito pure in uno dei primi consigli federali della stagione. Anche perché nel caso della Lazio un sodalizio delle due squadre è favorito dall’appartenenza ad un’unica polisportiva. Il presidente convince la sua collega, Elisabetta Cortani, ad iscrivere il club femminile alla Serie B, quando invece il piano della società era quello di partecipare al campionato di terza divisione, per avviare un progetto a lungo termine viste le ristrettezze finanziarie. “Il 28 agosto scorso alla presentazione della squadra facemmo anche una conferenza congiunta, in cui Lotito si era impegnato a mettere le risorse necessarie alla logistica: campi, trasferte, materiali e allenamenti li avrebbe garantiti lui”, ricorda a ilfattoquotidiano.it la Cortani.

Ma le cose sono andate diversamente. La presidente afferma di non aver ricevuto alcun aiuto fino ad oggi. E la situazione è precipitata intorno a Natale, quando uno degli sponsor principali si è tirato indietro, lasciando la società allo scoperto. “Lotito sapeva tutto, era al corrente delle nostre difficoltà più recenti”, aggiunge la Cortani. E infatti lo scorso 9 gennaio si era nuovamente impegnato a dare una mano alla squadra, parlando dal palco della festa della Lazio. “Poiché la Lazio femminile sta avendo un po’ di problemi, la Lazio calcio la incorpora nella propria gestione. La nostra dev’essere una grande famiglia, e in una famiglia bisogna mettere a disposizione quello che si ha”, aveva detto il presidente (e consigliere della Federcalcio). Sul web c’è anche un video di quel discorso: “Con il calcio femminile siamo molto indietro, ma io e il presidente Tavecchio recuperemo terreno”. E giù applausi. “Promesse da marinaio”, dice oggi la Cortani. “Da lui non abbiamo mai ricevuto risposte né aiuti. Come del resto neppure dalla Federazione o dal Dipartimento femminile. Neanche una telefonata, siamo rimaste sole”.

Così si è arrivati alla drastica decisione di disertare il campionato. Per necessità ma anche per protesta, come spiegato dal comunicato della società: “La Società Sportiva Lazio Calcio Femminile comunica che non prenderà parte alla partita di Palermo in quanto non è nelle condizioni economiche di affrontare la trasferta. L’attuale condizione – prosegue la nota – è una diretta conseguenza delle promesse reiterate e non mantenute da parte della dirigenza della S.S. Lazio. Tale decisione è una protesta formale, per conservare la nostra dignità di atlete e persone che mettono nel calcio la loro passione ma che non vogliono essere prese in giro”. Questo la settimana scorsa. Domenica la Lazio è tornata in campo, visto che il calendario prevedeva una partita casalinga contro la Roma (persa 2-0). Il futuro resta un’incognita: “Dovremmo aver trovato degli sponsor minori che ci consentiranno di portare a termine la stagione”, spiega la presidente. “Poi si vedrà, non so se riusciremo a iscriverci in Serie B o ripartiremo dal basso. Di sicuro – conclude – non crederemo più alle parole di Lotito”.

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