Dieci anni per miliardi di “ciak” che neanche Hollywood: YouTube festeggia e spegne le sue prime dieci candeline. Era il febbraio del 2005 quando Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, 28 anni il primo, 26 gli altri due, tutti ex dipendenti di PayPal, fondarono la piattaforma web per la visualizzazione e condivisione in rete di video, ora terzo sito più visitato al mondo dopo Google e Facebook. Un’idea geniale di business nata dall’unione delle competenze di ciascuno e diventata una delle maggiori e più importanti realtà imprenditoriali a livello mondiale, tanto da essere inglobata nel 2006 nella galassia Google a suon di miliardi di dollari, esattamente 1,65.

Un miliardo di persone al giorno guarda 300 milioni di video e ogni minuto vengono caricate 300 ore di contenuti in 61 Paesi e 61 lingue a partire da quando proprio uno di loro, Karim, alle 20.27 del 23 aprile 2005 caricò il primo video amatoriale Me at the zoo in cui per 19 secondi, davanti alla gabbia degli elefanti dello zoo di San Diego, spiegava in modo buffo le caratteristiche dell’animale. Da quel momento in poi è stata rivoluzione. YouTube è diventata la televisione di una generazione, una finestra sul mondo a 360 gradi dove utenti di ogni tipo e ogni provenienza competono con i colossi mondiali dell’informazione dalla Bbc alla Rai caricando contenuti non solo personali e leggeri – dalla musica al cinema, dallo spettacolo alla moda, dalla cucina ai viaggi, dai tutorial per fare la treccia o per sfumare l’ombretto ai quiz per la patente di guida – ma anche legati all’attualità, alla politica, all’economia, alla cronaca, allo sport per una lunghezza massima consentita di 15 minuti per gli utenti standard.

Dal 2007, inoltre, un meccanismo chiamato Content ID consente (o dovrebbe) di individuare automaticamente i contenuti che violano un copyright e difendere così la proprietà intellettuale, uno dei principali problemi posti da questo potentissimo strumento. Talmente potente per diffondere idee e farle crescere che alcuni Paesi (tra cui Iran, Turchia, Birmania, Pakistan, Libia, Cina), in diverse occasioni, ne hanno bloccato l’accesso riconoscendone l’influenza, seppur non ammettendolo esplicitamente. Tutto questo è YouTube. The Tube, a Londra, è la metropolitana così chiamata dai londinesi per la forma dei suoi tunnel a sezione circolare, in America tube era il termine colloquiale per indicare il televisore quando ancora aveva il tubo catodico. Il nome, dunque, è una sorta di invito a crearsi la propria televisione, a modellarla secondo le proprie esigenze, a scegliere il proprio palinsesto in base al tempo a disposizione, ai gusti, agli umori, alle occasioni, alla compagnia.

Dopo la radio, la televisione, internet anche YouTube si è imposta come una svolta epocale, una sfida che propone un nuovo modello di televisione con le sue regole e i suoi criteri, la varietà dei suoi milioni di canali e la rapidità di fruizione rispetto alla tv tradizionale semplicemente con uno Smartphone o un tablet in qualsiasi luogo e momento e alla portata di tutti. In Italia ad esempio, una persona su tre, neonati (a cui mamma e papà mostrano video di cartoni animati e canzoncine per bambini) e novantenni compresi, usa abitualmente YouTube per un totale di circa 20 milioni di utenti unici e 1,2 miliardi al mese di visualizzazioni.
Lo YouTuber italiano più seguito? È una donna, CutiePieMarzia (Marzia Bisognin), vicentina, classe 1992 che nel suo canale parla di moda, tendenze, acquisti a 4.720.000 iscritti. Dopo di lei, in seconda posizione, Favij, pseudonimo di Lorenzo Ostuni, 19 anni. FavijTV è il suo canale dove prova videogame e racconta la vita giovanile a 1.438.000 iscritti.
Il podio per il video più visto in assoluto in questi 10 anni di vita va a Gangnam Style, il tormentone di Psy che ha fatto andare in tilt il contatore di visualizzazioni con più di 2 miliardi. Dopo di lui il vuoto e poi, ma staccato di molto, Justin Bieber con la sua Baby che supera di poco un miliardo di clic. Il record italiano, invece, con circa 100 milioni, è del Pulcino Pio. Come dire, “dimmi cosa guardi e ti dirò chi sei”.
Nel bene e nel male YouTube in 10 anni ha dato popolarità e fatto nascere numerosi fenomeni tra gli utenti, le cosiddette “celebrità internettiane”, sebbene abbastanza passeggere, ha creato nuovi mestieri, sviluppato nuove forme di pubblicità e aperto questioni delicate come il diritto d’autore. Ora aspettiamo i prossimi 10.