Giovanni Caccamo vincitore tra le “Nuove proposte”. Raf, Lara Fabian, la coppia dei “Soliti Idioti” Biggio e Mandelli e Anna Tatangelo eliminati tra i “big”. Sono i primi verdetti del Festival di Sanremo 2015, che nella quarta serata ha avuto uno share del 47,82%, con 9.857.000 spettatori. Caccamo, tra i giovani, con la sua Ritornerò da te ha battuto i Kutso che erano arrivati in finale con Elisa. Classe 1990, siciliano di Modica, il vincitore ha fatto en plein visto che ha ricevuto anche il premio della sala stampa del teatro Ariston intitolato a Lucio Dalla (42 voti contro i 35 di Amara) e il premio della critica Mia Martini (45 voti davanti a Amara, 24, e i Kutso, 25).

Lasciano il Festival, invece, 4 canzoni eliminate dalla serata finale: Vita d’inferno di Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, Voce di Lara Fabian, Libero di Anna Tatangelo Come una favola di Raf . Il cantante si è esibito nonostante una brutta bronchite che aveva fatto pensare a un forfait: “Aveva una tosse tale da non riuscire a parlare ma è riuscito a riposare serenamente”, ha assicurato Carlo Conti. Passano alla fase finale gli altri 16: Bianca Atzei, Dear Jack, Irene Grandi, Alex Britti, Moreno, Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi, Annalisa, Nina Zilli, Nesli, Gianluca Grignani, Marco Masini, Chiara, Il Volo, Nek, Malika Ayane e Lorenzo Fragola.

Fra gli ospiti di punta della serata il ct della Nazionale, Antonio Conte, per lo spazio “Tutti cantano Sanremo”. L’ex allenatore della Juventus ha raccontato le sue canzoni del cuore. La prima è Se stiamo insieme di Riccardo Cocciante, perché “è del 1991, anno in cui sono diventato grande dato che dal Lecce, squadra dove sono nato e cresciuto, c’è stato il trasferimento alla Juventus e sono andato a vivere da solo a Torino”. La seconda canzone citata dal ct è stata Uomini soli dei Pooh: “Noi allenatori siamo uomini soli nei momenti di difficoltà e siamo i primi a pagarne le conseguenze”. Conte si è poi cimentato a canticchiare Si può dare di più, del trio Tozzi-Morandi-Ruggeri. L’ex allenatore juventino ha poi parlato della sua esperienza sulla panchina azzurra, smentendo le voci su un suo probabile addio anticipato: “Non mi è mai balenata l’idea e non mi balenerà mai. Allenare l’Italia è una bella incombenza ma anche un grande onore- ha continuato – Perché inizi da bambino a giocare pensando di indossare la maglia della Nazionale e l’ho fatto. Poi inizi ad allenare pensando di poter arrivare a fare il ct, e ci sono riuscito. E’ una cosa bellissima che mi rende orgoglioso”. “L’obiettivo?”, ha chiesto infine Conti: “Vincere, vincere, vincere”, ha risposto il ct.

Gli altri ospiti sono stati Virginia Raffaele, che ha imitato Ornella Vanoni, Giovanni Allevi con il suo pianoforte e la musica di The Avener con Fade out lines che ha fatto ballare tutto l’Ariston e anche i giornalisti in sala stampa.