“Mi impegno a rispettare in pieno il programma del partito con cui ho vinto le elezioni”. Così il primo ministro greco Alexis Tsipras ha iniziato il suo discorso programmatico al Parlamento di Atene. Il nuovo leader ateniese, che martedì dovrà incassare il voto di fiducia, rassicura quindi i connazionali sul fatto che non intende cedere ai “ricatti” degli altri Paesi dell’Eurozona, Germania in testa, che gli chiedono di fare marcia indietro sui punti più importanti – e costosi – del programma di Salonicco, come l’aumento del salario minimo. “La strada per la ricostruzione della nostra patria sarà lunga ma renderemo il nostro sogno realtà”, ha continuato il numero uno di Syriza rivolgendosi ai deputati. “Costruiremo una Grecia economicamente indipendente e partner allo stesso livello nell’Unione Europea e nell’eurozona”.

La strada verso quel “sogno”, però, è lastricata di incognite. Come è noto, l’11 febbraio i ministri delle Finanze dell’area euro si riuniranno per decidere come procedere, dopo che Berlino ha chiarito il proprio no secco a qualsiasi ipotesi di revisione delle draconiane misure di risanamento già concordate e la Bce ha deciso non accettare i più i titoli di Stato delle banche elleniche come garanzie per operazioni di rifinanziamento. “La Grecia vuole pagare il suo debito“, ha detto a questo proposito Tsipras. “Ma vuole raggiungere un’intesa comune con i partner per l’interesse di tutti: il problema del debito greco non è economico ma politico“.

No all’estensione del piano di salvataggio, “sarebbe estensione degli errori” – Il memorandum con la troika costituita da Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale “è fallito da solo”, ha poi ribadito, proseguendo sulla linea decisa con il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis. Di conseguenza “il nostro governo non deve chiedere la sua estensione, perché non può chiedere un’estensione degli errori. Al contrario, chiede un nuovo accordo-ponte con i prestatori fino a giugno per rinegoziare il suo debito. La Grecia vuole un accordo sostenibile e, ad essere sincero, sono sicuro lo raggiungeremo”. “Nelle trattative – ha aggiunto – non esistono solo i tecnocrati ma anche altri fattori. E questi sono il popolo greco e gli altri popoli dell’Europa”

Al via commissione di indagine sul memorandum: “Samaras ha reso il Paese ricattabile” – Quanto al memorandum, Tsipras ha annunciato la prossima istituzione di una commissione parlamentare d’indagine, “non per fare rivendicazioni sul documento ma per far prevalere la giustizia”. La tesi del nuovo esecutivo è che il predecessore Antonis Samaras abbia deliberatamente voluto “lasciare dietro di sé terra bruciata”, “rendere la Grecia ricattabile e di far fallire il nuovo governo. Per questo ha chiesto il prolungamento del programma di aiuti solo per due mesi e non per sei come avrebbe potuto fare”.

L’orizzonte del governo in 20 tweet – In meno di due ore, sul profilo Twitter ufficiale del giovane premier sono comparsi più di venti messaggi con le frasi chiave del discorso ma anche ulteriori precisazioni e “cinguettii” diretti ai cittadini ellenici: “E’ impossibile servire il debito se i nostri partner insistono sull’austerity. Serve un negoziato onesto che non condanni l’economia e la società greca a una recessione senza fine”. E ancora: “L’austerità non solo ha impoverito il nostro popolo ma l’ha privato del diritto di decidere“. “Un nuovo contratto sociale con l’Europa è necessario non solo per salvare la società ma anche per fermare deflazione e recessione”, ha anche scritto lo staff di Tsipras.

Confermato il programma elettorale, da stipendio minimo a contratti collettivi – Poi il premier ha esposto il programma del governo, che riassume di fatto tutte le promesse fatte prima delle elezioni del 25 gennaio. Incluse la donazione di cibo gratuito, la fornitura di elettricità a chi è sotto la soglia di povertà e l’innalzamento graduale (di qui a fine 2016) dello stipendio minimo da 340 a 751 euro. Saranno inoltre ripristinati i contratti collettivi di lavoro e il minimo imponibile annuo di 12mila euro sotto il quale non si pagano imposte. Riguardo alla previdenza sociale, Tsipras ha escluso ulteriori tagli alle pensioni e aumenti dell’età pensionabile. “La prima priorità di questo governo è affrontare le grandi ferite del piano di salvataggio, affrontare la crisi umanitaria come avevamo promesso di fare prima delle elezioni”.

Il premier ha poi annunciato la sua “spending review”, che passerà sostanzialmente attraverso riduzioni dei benefici per i politici: dalla vendita di 800 auto blu e di uno dei tre aerei a disposizione del primo ministro al taglio del 30% dei funzionari del Megaro Maximou, il palazzo dove ha sede il governo. Diminuiranno del 40% anche gli agenti di polizia preposti alla sicurezza dell’edificio. Sempre nell’ambito delle misure tese a ridurre gli sprechi, la tv statale Nerit sarà riorganizzata da zero.

Task force ministeriale contro l’evasione fiscale – Su fronte della lotta alla diffusa evasione fiscale, “metteremo in moto un meccanismo di controllo per monitorare le liste degli evasori“. Una speciale task force del ministero delle Finanze guidato da Varoufakis investigherà sulla grande evasione in Liecthenstein, sulla famigerata lista Lagarde – l’elenco di 2mila illustri evasori ellenici che hanno trasferito 25 miliardi di euro in Svizzera – e su altre liste di cittadini ellenici che hanno riciclato denaro all’estero. Circa il promesso alleggerimento fiscale, Tsipras ha annunciato l’abolizione dell’attuale tassa sugli immobili (l’Enfia) e la sua sostituzione con una legge che metterà nel mirino solo le grandi proprietà immobiliari.

Cittadinanza agli immigrati di seconda generazione – Il premier greco ha anche confermato che concederà la nazionalità ellenica agli immigrati di seconda generazione. La Direzione generale per l’immigrazione è stata appositamente trasformata in ministero e ha ora tra i suoi obiettivi primari quello di preparare un’apposita legge per concedere la cittadinanza ai ragazzi stranieri nati e cresciuti nel Paese.