Che tinte ha la città dei bambini nella mente degli adulti? Quali sfumature, quali ostacoli ma soprattutto, è una città accogliente, differente o indifferente? Fatta di integrazione, pregiudizi o stereotipi? Ce lo siamo mai chiesto in che modo noi “grandi” disegniamo nella nostra testa lo spazio vissuto dai più “piccoli”?

Sono questi i presupposti da cui Zeroviolenza Onlus prende le mosse per realizzare, anche quest’anno, il corso La città dei Bambini nella mente degli Adulti. Differenze e integrazione. Un progetto rivolto ai genitori e agli insegnanti delle scuole materne, elementari e medie, che pone al centro i ragazzi o meglio “la buona crescita come prevenzione alla violenza e come riconoscimento della differenza nello scambio con l’altro”, afferma Monica Pepe, presidente di Zeroviolenza Onlus.

Il corso, che partirà domani 5 febbraio, sarà realizzato in quattro istituti comprensivi delle periferie romane: Alberto Manzi al Pigneto, Laparelli a Tor Pignattara, Rita Levi Montalcini al Tuscolano e all’istituto Poseidone a Torre Angela e verrà svolto nell’ambito del Progetto Gli Adulti imparano, gli adulti insegnano la relazione tra generi e generazioni differenti. Realizzato con il contributo della Regione Lazio, vede docenti di eccellenza quali Geni Valle e Simona Di Segni, psicoanaliste dell’A.i.ps.i. (Associazione Italiana di Psicoanalisi), e la scrittrice e giornalista Loredana Lipperini.

Cinque in tutti gli incontri per ogni scuola: “I primi 4 – afferma Monica Pepe -affronteranno il ruolo e le difficoltà dell’ambiente familiare e scolastico nello sviluppo dell’individuo. Si parlerà del processo di costruzione dell’identità di genere, della relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti, del passaggio dalla fisiologica dipendenza del bambino alla sua indipendenza. Il 5° incontro si occuperà dei processi di costruzione degli stereotipi di genere, facendo luce sui meccanismi di precocizzazione della identità di genere di bambine e bambini. Si passerà dal mondo della pubblicità alla televisione, dall’editoria ai social network,  mostrandone insidie e potenzialità.

“Con questo corso – afferma Geni Valle psicoanalista dell’A.i.ps.i. – non vogliamo fornire risposte già confezionate ai dubbi e alle domande di genitori ed educatori, ma stimolare la consapevolezza nella ricerca delle proprie soluzioni ai problemi che accompagnano il compito educativo. L’intento quindi è quello di avviare una riflessione critica per la decostruzione degli stereotipi più comuni, avvicinandoci in questo modo al significato più autentico dell’identità e dell’appartenenza a un genere. Al centro – conclude Geni Valle – sarà la crescita dell’individuo, nel suo districarsi all’interno delle relazioni più significative: famiglia, scuola, gruppo dei pari” .

“L’idea di portare certe tematiche in ambiente scolastico – afferma Monica Pepe – nasce dalla necessità di diffondere una cultura della coppia genitoriale. Questo perché la prevenzione della violenza sta nella capacità dei genitori di creare le condizioni per la buona crescita del bambino o della bambina, che sarà poi capace di riconoscere la differenza come ricchezza nello scambio con l’altro”.