Da Renzi a Poroshenko, da Lavrov a Cameron, passando per il presidente palestinese Abu Mazen, a pochi passi dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. Senza dimenticare gli altri 40 capi di Stato e di governo europei e internazionali. Tutti in testa al corteo e applauditi dai cittadini affacciati alle finestre, davanti a oltre un milione di persone – tra 1,2 e 1,6 milioni secondo il ministero dell’Interno, secondo cui si è trattato del corteo “più grande della storia francese, senza precedenti”, a cui si sommano altri due milioni in tutta la Francia – accorse a Parigi per partecipare alla marcia repubblicana, da Place de la Republique a Place de la Nation. Ed è stata la risposta del mondo alle stragi dei fratelli Cherif e Said Kouachi e di Amedy Coulibaly che hanno insanguinato la Francia. Il presidente Hollande, al termine del corteo dei capi di Stato, ha salutato i poliziotti e abbracciato i redattori sopravvissuti al massacro di Charlie Hebdo e i parenti delle vittime, alla testa del corteo. Assente il presidente Usa Barack Obama, probabilmente per ragioni di sicurezza.

Imponenti le misure di sicurezza: oltre 5mila agenti e 1350 militari per le strade della capitale. L’allerta per sventare possibili attacchi è stata massima, ma il premier transalpino Manuel Valls aveva rassicurato: “Venite numerosi, sarete protetti”. “Oggi Parigi è la capitale del mondo”, ha detto il presidente Francois Hollande ai suoi ministri riuniti all’Eliseo. Mentre il titolare degli Interni, Bernard Cazeneuve, ha annunciato che vi sarà un rafforzamento delle frontiere esterne dell’Ue.

Non mancano però le polemiche. Se Angela MerkelMariano Rajoy, Romano Prodi e molti altri esponenti della politica internazionale erano nella capitale per manifestare la loro vicinanza al Paese e alle famiglie delle vittime, il grande assente è stato il Front National di Marine Le Pen, che rappresenta circa il 25% dei francesi e che non è stato invitato. Francois Lamy, incaricato dal partito socialista di organizzare la marcia, ha spiegato a Le Monde che il movimento fa parte “delle organizzazioni che dividono il paese, stigmatizzano i nostri concittadini musulmani e giocano con la paura”. Quindi non è stato chiamato per unirsi alla manifestazione.

Ma Le Pen ha comunque partecipato, anche se lontana dalla capitale, sfilando a Beaucaire, nel sud della Francia. “Marceremo a fianco del popolo francese, con il popolo francese, unico e indivisibile, in tutti i luoghi, meno che al corteo parigino”, aveva spiegato. Le Pen ha definito la manifestazione di Parigi “settaria” e “sequestrata dai partiti”, mentre sabato l’ex leader del movimento, Jean-Marie Le Pen, aveva sollevato nuove polemiche rilasciando un’intervista dove dichiarava: “Je ne suis pas Charlie”, “io non sono Charlie”.


video di Cosimo Caridi

LA DIRETTA TWITTER

I tre giorni di terrore vissuti in Francia hanno portato alla luce le falle nei sistemi di sicurezza dei paesi europei di fronte ai “lupi solitari”, pronti a seminare il panico nelle metropoli occidentali. Per questo i ministri dell’Interno europei, che si sono riuniti in concoimitanza con la manifestazione, stanno avanzando proposte per prevenire attacchi simili in futuro. Per il ministro francese Cazeneuve il passo principale da compiere è quello di “condividere le informazioni su combattenti stranieri ma anche sulle reti e le filiere terroristiche organizzate”. Lo scambio di informazioni, ha aggiunto, “deve applicarsi anche agli spostamenti” e alle transazioni finanziarie di cui “beneficiano i combattenti”. Cazeneuve ha quindi fatto appello a una maggiore collaborazione anche con Europol e Interpol.

Ma l’attenzione è massima anche sulle “cellule dormienti“, ha confermato il titolare del Viminale, Angelino Alfano: “Abbiamo in atto monitoraggio di aree e soggetti a rischio, ma non possiamo dirle cancellate. La nostra allerta è massima”. Perché, sottolinea il ministro, “non esiste in questo momento un paese a rischio zero”. E proprio per questo “in queste ore – ha aggiunto Alfano – stanno riunendosi in tutta Italia comitati presieduti dai Prefetti per valutare gli obbiettivi sensibili e verificare se ci sono nuove modalità per proteggerli”.

Azioni politiche e di intelligence, dunque, ma anche orgoglio nazionale e risposta popolare contro l’attentato alla rivista satirica Charlie Hebdo e il doppio attacco alla poliziotta di Montrouge, rimasta uccisa in uno scontro a fuoco, e al negozio kosher in cui sono morte quattro persone. I responsabili degli attentati al giornale parigino, i fratelli franco-algerini Said e Cherif Kouachi, sono stati uccisi dalle teste di cuoio francesi, durante un blitz nella stamperia di Dammartin in cui si erano barricati. La stessa sorte è toccata anche ad Amedy Coulibaly, uno degli assassini della poliziotta e dei dipendenti del market. Proprio oggi è stata pubblicata postuma su Twitter la rivendicazione degli agguati compiuti dal killer che sostiene di essere legato all’Isis. A postare il video, ritenuto autentico dalla polizia francese, sono stati i miliziani di Abu bakr al-Baghdadi. Mentre rimane ancora un mistero la possibile presenza di un complice del terrorista di origine maliana. La sua compagna, Hayat Boumedienne, aveva acquistato un volo da Madrid a Istanbul per il 2 gennaio (con ritorno il 9, volo sul quale però non si è mai imbarcata) e l’8 gennaio la donna avrebbe passato il confine tra la Turchia e la Siria. Verrebbe a cadere l’ipotesi di un suo coinvolgimento diretto negli attentati.

I TWEET DALLE PIAZZE

CRONACA ORA PER ORA

21.11 – Cessato allarme al quotidiano ‘Le Soir’ a Bruxelles
Cessato allarme al quotidiano belga ‘Le Soir’. La polizia, che ha ispezionato l’intero edificio che ospita la sede del giornale e la zona circostante dove si trovano Parlamento, sede del governo belga e Palazzo Reale, non ha trovato traccia di esplosivi e ha dato il permesso ai giornalisti di rientrare.

21.02 – Le Monde: “In tutta la Francia oltre 3,7 milioni di manifestanti”
Sono almeno 3,7 le persone che hanno manifestato oggi in tutta la Francia a seguito degli attacchi islamisti di questa settimana. Lo riferisce un portavoce del ministero dell’Interno francese, aggiungendo che a Parigi hanno sfilato tra 1,2 e 1,6 milioni di persone.

20.38 – Termina la manifestazione
Si è conclusa senza incidenti. Restano piccoli capannelli di ragazzi a place de la Nation, con qualche bandiera e molte candele accese. La circolazione è ripresa quasi normalmente ovunque nella capitale, tutte le stazioni del metrò sono state riaperte.

20.35 – Le Monde: “4 milioni di manifestanti in tutta la Francia”
Sono più di quattro milioni le persone che hanno manifestato oggi in tutta la Francia a seguito degli attentati terroristici di questa settimana che hanno provocato 17 morti nella regione di Parigi, fra cui quello a Charlie Hebdo. È il conteggio di Le Monde, riportato dallo stesso quotidiano francese. Secondo Le Monde, oltre un milione di persone hanno marciato a Parigi mentre circa tre milioni di persone hanno sfilato fuori dalla capitale.

20.09 – Tv Israele: “Vaticano è il prossimo bersaglio dell’Isis”
I servizi segreti americani hanno avvertito il Vaticano che la Santa Sede è il prossimo bersaglio negli obiettivi della lista dell’Isis. Lo ha riferito stasera in apertura del telegiornale la tv di Stato israeliana Canale 1, che non ha fornito altri dettagli.

19.12 – Netanyahu visita la grande Sinagoga
Il presidente francese, Francois Hollande, è arrivato alla grande Sinagoga di Parigi per un omaggio solenne alle 17 vittime dei terroristi di questi giorni e in particolare a quelli di religione ebraica. All’interno della Sinagoga era già presente il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, oltre all’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy. La Grande Sinagoga era rimasta chiusa sabato, sull’onda dell’attacco terroristico, per la prima volta da decenni.

19 – Ministro Interno Bernard Cazeneuve: “E’ la più grande marcia della storia francese”

18.32 – Ancora evacuata la sede di Le Soir. Individuato l’autore delle minacce
Restano ancora evacuati i locali del giornale belga Le Soir a Bruxelles, da cui è stato fatto uscire tutto lo staff a seguito di una telefonata di minacce ricevuta nel pomeriggio. L’uomo che ha fatto la telefonata minatoria si è identificato come Thierry Carreyn, 53 anni, ex stampatore, che era già stato arrestato in passato per avere piazzato una bomba davanti alla sede del partito Vlaams Blok, oggi Vlaams Belang. L’uomo dovrebbe essere interrogato a breve dalla polizia. La rivendicazione è stata fatta a nome della “estrema sinistra” e la persona al telefono ha affermato di essere esasperata dalla copertura della vicenda Charlie Hebdo perché “alimenta l’estrema destra”. “La vostra redazione scoppierà, non ci prendete sul serio”, ha detto. Sul suo sito, il quotidiano fa sapere che la redazione è al lavoro in un hotel vicino alla sede per realizzare l’edizione di domani, che sarà pubblicata come previsto.

18.24 – Manifestanti verso Port de Vincennes
Molti manifestanti, secondo quanto riportato da Le Figaro, si stanno dirigendo verso il negozio kosher dove Amedy Coulibaly ha ucciso 4 ostaggi e poi è stato ucciso dalle teste di cuoio.

18.12 – A Berlino 18mila persone in manifestazione
“Berlin ist Charlie” si legge su un enorme manifesto. E oggi anche la capitale tedesca è scesa in strada contro il terrorismo. Secondo la polizia almeno 18 mila persone hanno dimostrato, facendo eco alla straordinaria manifestazione di Parigi. Un numero di persone di gran lunga maggiore a quelle che si attendevano (circa seimila). “Je suis Charlie” è lo slogan anche stasera, nella Pariser Platz, all’ombra della Porta di Brandeburgo – e dunque a pochi passi dall’ambasciata francese – proprio come la sera dell’attentato al periodico satirico “Charlie Hebdo”.

18.09 – Minacce di morte al quotidiano Haaretz: forse i responsabili sono ebrei estremisti
Minacce di morte nei confronti di giornalisti di Haaretz sono apparse sul web dopo che giorni fa il quotidiano liberal israeliano ha pubblicato un intervento grafico titolato ‘Je Suis Gaza’ che accostava le 12 vittime nella redazione di Charlie Hebdo con “13 giornalisti morti questa estate nell’attacco (israeliano) a Gaza”. Le minacce appaiono in questo caso di matrice nazionalista ebraica.

18.06 – Critiche dai media Usa:  “Obama, Biden e Kerry grandi assenti”
Così alcuni media americani su Twitter sottolineano la mancata presenza rispettivamente del presidente Usa, del vicepresidente del segretario di Stato, alla marcia repubblicana di Parigi. Obama ha scelto il ministro della Giustizia, Eric Holder, in sua rappresentanza, ma sono in molti a criticare la scelta del presidente di non partecipare in quella che molti già hanno definito “la marcia del secolo contro il terrorismo” con oltre 40 leader mondiali.

17.59 – Ministro Interno: “Manifestazione senza precedenti”
La manifestazione repubblicana in corso a Parigi è di un’ampiezza “senza precedenti” e il conteggio ufficiale è “impossibile”. È quanto ha annunciato il ministero dell’Interno francese, secondo quanto riportano i media locali. Poco fa il socialista François Lamy, coordinatore della marcia, aveva scritto su Twitter di avere ricevuto notizia che la partecipazione si attestava fra 1,3 e 1,5 milioni di persone.

17.33 – Cristoforetti, l’abbraccio simbolico dallo spazio
L’astronauta italiana dell’Esa, Samantha Cristoforetti, ha voluto inviare dallo spazio “un simbolico abbraccio” a Parigi.


17.31 – Hollande visita la famiglia del poliziotto ucciso
Il presidente francese, al termine della marcia, si è recato in visita alla famiglia di Ahmed Merabet, il poliziotto abbattuto mercoledì davanti alla sede di Charlie Hebdo. Lo riferisce il sito di Le Figaro.

17.12 – Decine di persone arrampicate sul monumento di piazza della Bastiglia
Sventolano bandiere della Francia ed hanno issato un grande cuore rosso di cartone. Dal monumento la gente grida “libertà, libertà!” e poi canta la Marsigliese accompagnata dalla folla che continua ad arrivare da tutte le direzioni.

17.08 – La folla preme contro le transenne: “Aprite”
La folla di dimostranti alla marcia di Parigi sta premendo anche dalle transenne di Boulevard Voltaire dove sta sfilando il corteo. “Aprite, aprite!” si sente urlare verdo la polizia dalle strade adiacenti. Il corteo è affollatissimo e avanza molto lentamente con i partecipanti addossati l’uno all’altro. La marcia, in ricordo delle vittime degli attentati dei giorni scorsi è comunque allegra, con forti dimostrazioni di unità.

17.04 – La Prefettura di Parigi non riesce a stimare il numero dei partecipanti
“E’ qualcosa di mai visto, non riusciamo a stimare il numero dei partecipanti, le cifre arriveranno stasera”: lo ha fatto sapere la Prefettura di Parigi di fronte alla vera marea umana che ha invaso Parigi per la Marcia contro il terrore. Secondo le stime della maggior parte delle associazioni, a partecipare alla marcia sono fra 1,3 e 1,6 milioni. Ai quali bisogna aggiungere i 500-600mila che hanno sfilato nel resto del Paese.

16.58 – Marea umana, cortei bloccati. Persone soccorse dopo malori
I due cortei della marcia di solidarietà per le vittime delle stragi di Parigi che devono convergere verso Place de la Nation sono completamente bloccati. Secondo alcune fonti, le autorità hanno aperto diversi itinerari alternativi. In testa ad uno dei cortei, anche parte della redazione decimata di Charlie Hebdo. All’arrivo, su Place de la Nation dove la marea di folla è completamente immobile diverse persone sono state soccorse dopo aver avuto dei malori.

16.58 – Renzi: “Nous sommes Charlie, nous sommes juifs et nous sommes europeen”
Così il premier al termine della marcia rispondendo alle domande dei giornalisti francesi.

16.37 – Presidio di un migliaio di francesi davanti consolato a Milano
Un migliaio di cittadini francesi, per lo più residenti a Milano, hanno voluto ricordare i loro connazionali morti tragicamente nei giorni scorsi, con un presidio davanti al consolato di Milano. In contemporanea con la grande manifestazione di Parigi, il console Olivier Brochet ha elencato i nomi delle vittime, ognuno salutato da un lungo applauso. “Oggi è una giornata di lutto -ha detto- e come ogni famiglia proviamo il bisogno di ritrovarci insieme per affrontare il dramma che ha appena colpito il nostro Paese”.

16.31 – Striscione “Polizia in lutto” apre il corteo
Uno striscione con la scritta “polizia in lutto”, su sfondo nero, apre la marcia della gente che sta sfilando a Parigi su boulevard Voltaire contro il terrorismo. Moltissime le persone affacciate dalle finestre dei palazzi lungo il percorso, tra slogan e applausi.

16.20 – Manuel Valls si stacca dal gruppo dei politici e si unisce al corteo dei manifestanti
Il premier Manuel Valls non era al corteo delle delegazioni, ma è insieme alla gente e senza giubbotto antiproiettile, alla testa del corteo partito subito dopo quello guidato dai capi di stato e di governo.

16.27 – “Folla come per la Liberazione”
“In tutta la mia vita ho visto una folla così a Parigi solo per la Liberazione”, così un anziano di 69 anni Pierre Mostovoj, ebreo-polacco con il padre deportato e morto nei campi di concentramento. Anche lui oggi è sceso in piazza, “mia moglie ha paura per me, ma io non potevo non esserci”.

16.25 – Evacuata la redazione di Le Soir a Bruxelles
La sede del quotidiano belga Le Soir a Bruxelles è stata evacuata dopo avere ricevuto intorno alle 14.30 una telefonata di minacce da una persona che ha detto di averne abbastanza della copertura degli avvenimenti legati all’attacco al settimanale satirico francese Charlie Hebdo. Lo riporta il sito dello stesso Le Soir. La polizia, che è giunta sul posto intorno alle 15.15, sta perlustrando tutto l’edificio. La rivendicazione è stata fatta a nome della “estrema sinistra” e la persona al telefono ha affermato di essere esasperata dalla copertura della vicenda Charlie Hebdo perché “alimenta l’estrema destra”. “La vostra redazione scoppierà, non ci prendete sul serio”, ha detto. La persona si è identificata ma le verifiche sono in corso.

16.20 – Già in migliaia a Place de la Nation
Centinaia di migliaia di persone sono già in Place de la Nation, la piazza dell’est di Parigi in cui si chiuderà la grande marcia di solidarietà per le vittime dei fondamentalisti islamici. In piazza bandiere francesi, dell’Unione europea ma anche di tanti Paesi musulmani come la Tunisia, l’Algeria e la Turchia. La folla scandisce cori e applausi, mentre si susseguono gli slogan come questo: “è l’inchiostro a dover colare, non certo il sangue”.

16.15 – 350mila sfilano in Francia, 20mila a Bruxelles
Non solo a Parigi. Dopo che anche il 10 gennaio 700mila persone hanno marciato in diverse città della Francia contro il terrorismo, oggi sono in corso altre manifestazioni in tutto il Paese che hanno riunito almeno 350mila persone, secondo il sito di Le Figaro. E a Bruxelles, capitale del Belgio, sono almeno 20mila le persone che hanno voluto partecipare alla “marcia contro l’odio”, compresi rappresentanti di associazioni ebraiche e musulmane.
Oggi in Francia vi sono oltre 60mila manifestanti sia a Rennes che Saint Etienne, mentre a Lyon sono in 200mila. Altre 10mila persone si sono riunite a Dammartin-en-Goele, la cittadina dove si sono barricati e sono stati poi uccisi i fratelli Kouachi, responsabili del massacro a Charlie Hebdo. A Marsiglia, dove ieri avevano marciato in 45mila, oggi sono scesi in strada in 60mila.

16 – Hollande saluta i parenti delle vittime e i redattori di Charlie Hebdo
Il presidente francese Francois Hollande, accompagnato dal primo ministro Manuel Valls, ha iniziato a salutare con strette di mano e abbracci anche i parenti e gli amici delle 17 vittime, che ora guideranno il corteo. Fra loro vi sono anche giornalisti e vignettisti di Charlie Hebdo sopravvissuti all’attacco, diversi dei quali hanno una fascia sulla fronte con il nome del settimanale. Con alcuni di loro Hollande ha scambiato un lungo abbraccio. Molti parenti e amici portano cartelli con i nomi dei loro cari uccisi.

15.56 – Usa incerti sulla regia di Al Qaeda dietro agli attacchi

“Non ci sono informazioni credibili ancora” che ci sia al Qaida dietro gli attacchi di Parigi. Lo ha detto alla Cnn, il ministro della Giustizia, Eric Holder. L’Attorney General, da Parigi, ribadisce peraltro che l’Isis e Aqap (al Qaida nella Penisola Arabica) sono entrambi una minaccia per gli Stati Uniti e i loro alleati.

15.54 – Finito il corteo coi leader internazionali, ma Hollande resta
Si è conclusa dopo circa mezz’ora e qualche centinaio di metri percorsi insieme sul boulevard Voltaire, la partecipazione dei capi di governo alla marcia di Parigi. I leader sono stati congedati e ringraziati dal presidente francese Francois Hollande, che continua la marcia.

15.51 – Marine Le Pen sfila a Beaucaire
“Non invitata” alla marcia “repubblicana” di Parigi, la presidente del Front National (estrema destra), Marine Le Pen, guida un corteo alternativo, che sfila a Beaucaire, nel sud. La Le Pen aveva polemizzato nei giorni scorsi dopo che la sinistra socialista e l’Udi (centro) avevano espresso contrarietà all’estensione dell’invito unitario anche al Front National.

15.51 – Hollande abbraccia tutti i leader del corteo
Dopo un minuto di silenzio per ricordare le vittime, il presidente francese Francois Hollande, visibilmente commosso, ha abbracciato uno ad uno i leader internazionali presenti alla marcia. Successivamente il capo di Stato francese e i leader hanno iniziato ad abbandonare la marcia. Il loro percorso è durato solo 200 metri, ma rimarrà nella storia.

15.41 – Le quattro vittime ebree saranno sepolte in Israele
Ci sono i giornalisti sopravvissuti all’attacco a Charlie Hebdo in testa al corteo di Parigi, assieme ai familiari delle vittime di questo attacco e quello al minimarket kosher.

15.34 –  In prima fila i sopravvissuti di Charlie Hebdo
Ci sono i giornalisti sopravvissuti all’attacco a Charlie Hebdo in testa al corteo di Parigi, assieme ai familiari delle vittime di questo attacco e quello al minimarket kosher.

15.29 – Parte la marcia
Hanno cominciato a sfilare i capi di governo che partecipano alla marcia di Parigi. I leader si sono schierati a boulevard Voltaire, e sono sulla stessa fila: con Matteo Renzi, Francois Hollande (al centro), Angela Merkel, David Cameron, Benyamin Netanyahu e gli altri. In seconda fila, proprio dietro a Renzi, Abu Mazen, poi Nicolas Sarkozy. Davanti alla fila dei leader, marciano i familiari delle vittime che hanno voluto essere presenti. La partecipazione dei leader è prevista per qualche centinaio di metri, circa una mezz’ora. Poi abbandoneranno la manifestazione.

15.18 –  Presenti anche bandiere di Paesi arabi
Sventolano anche bandiere di Paesi arabi e musulmani all’interno del corteo che sta sfilando per Parigi per dire ‘no’ al terrorismo dopo gli attacchi degli ultimi giorni. Le immagini delle tv hanno mostrato fra l’altro vessilli algerini, palestinesi e turchi.

14.56 – Leader lasciano Eliseo per raggiungere marcia
I leader mondiali arrivati a Parigi hanno lasciato l’Eliseo per unirsi alla marcia, dove arriveranno in bus.

14.39 – Renzi: “Nostri valori più forti delle minacce”
“I nostri valori sono più forti delle loro minacce”. Lo afferma il premier Matteo Renzi a Parigi per la marcia contro il terrorismo. “Magari bastasse una legge, c’è bisogno innanzitutto di una sfida più grande: affermare valori più grandi dell’orrore. Siamo qui per dire che noi non ci fermiamo, non ci facciamo arrestare dall’orrore e dalla paura, da Parigi deve partire un messaggio di dolore e vicinanza, ma anche di ripartenza e futuro perché l’Europa non è solo passato”.

14.27 – In piazza cartelli “Charlie Akbar”
Cartelli con scritto “Charlie Akbar”, un enorme striscione con la scritta “restiamo uniti” che campeggia su un palazzo, la Marsigliese intonata in coro e bandiere di ogni paese. Così la place de la Republique si prepara alla grande marcia contro il terrorismo. Sono già migliaia le persone che premono su boulevard Voltaire, ma il corteo ancora non può partire. Tra la folla si vedono cartelli e bandiere di ogni tipo, compresa una con il volto di Ocalan.

14.00 – Renzi arrivato all’Eliseo
Il premier Matteo Renzi è giunto all’Eliseo, accolto con un abbraccio dal presidente francese Francois Hollande, per partecipare alla riunione che precede la marcia repubblicana. Il presidente del Consiglio si è intrattenuto per alcuni momenti con Hollande scambiando alcune parole prima di entrare nel palazzo. Con il premier c’è il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

13.57 – ministro Interni: “Approvare norma su Pnr”
E’ “importante” un’approvazione “urgente” della direttiva sul Passenger name record (Pnr) per la registrazione dei passeggeri sui voli nell’area Schengen, perché “è uno strumento fondamentale” per la lotta al terrorismo: così il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve.

13.05 – Hollande: “Oggi Parigi capitale del mondo”
“Oggi Parigi è la capitale del mondo”. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande ai suoi ministri riuniti all’Eliseo nel giorno della grande marcia contro il terrore.