Mario Cardinali è il direttore-editore del Vernacoliere, mensile di satira in vernacolo livornese nato ufficialmente nel 1982 che può vantare migliaia di abbonati in tutta Italia e all’estero. Nel mirino spesso la Chiesa. Di pochi mesi fa la locandina: “Preti pedofili, un’idea der Papa: braccialetto elettronio all’uccello per vedè dove lo mettano”. E fu subito polemica.

Direttore, il massacro di Parigi rappresenta un colpo al cuore per la libertà di satira. Che ne pensa?
E’ vero, mai sentita una cosa del genere. Vedendo ciò che sta succedendo nel mondo però non mi stupisco. Stiamo andando verso un fanatismo ideologico religioso totale e mi preoccupano le derive a destra. La satira in questa storia c’entra poco: questo è un duro colpo alla libertà in generale.

C’è qualcosa che accomuna Charlie Hebdo a il Vernacoliere?
Gli stili di alcune vignette possono assomigliarsi un po’ ma i due periodici sono sostanzialmente molto diversi: alla base del nostro giornale c’è infatti la satira vernacolare. Quello che ci accomuna è invece la libertà di pensiero. Sono molti i livornesi rimasti scossi da quanto successo a Parigi e stasera ci dimostreranno la loro vicinanza con un presidio sotto la nostra sede in difesa della libertà di satira.

Il numero di gennaio, già uscito da alcuni giorni, si concentra su Mafia capitale (“Coll’olimpiadi ci si pole rifà”). Il prossimo mese la locandina sarà dedicata all’Islam?
Sarà dedicata ai fatti di Parigi in generale.

Prendete spesso in giro la Chiesa ma dell’Islam ve ne occupate poco. Perché?
Semplice, in Italia a dettar legge è la Chiesa. Sono i preti che vorrebbero imporci cosa pensare, come comportarci e a chi devolvere l’8 per mille.

Preoccupati per eventuali minacce?
In passato abbiamo già parlato di Islam, ricordo ad esempio alcune vignette dedicate all’ayatollah Khomeini e la satira sui “versetti satanici”. Se lo rifacessimo oggi ovviamente qualche piccola preoccupazione in più ci sarebbe. Ma siamo comunque tranquilli.

Avete mai ricevuto minacce di morte, o comunque minacce fisiche?
No, mai. Al limite mi possono mandare a quel paese. Oppure sporgere querela.

Quante ne avete ricevute?
Non ricordo quante, ma sono molte. Solo in pochissimi casi siamo però arrivati a processo. E tutte le volte siamo stati assolti. La maggior parte delle querele arrivano proprio per titoli o vignette aventi a tema la religione. Vede, anche in Italia abbiamo i nostri talebani.

E chi sarebbero?
Gli integralisti cattolici. Nel 2005, in occasione dell’elezione a papa del cardinale Joseph Ratzinger, facemmo una locandina che titolava “Razzinghe cià la ghigna propio a tedesco. Delusione fra i fedeli, era meglio un papa pisano. Armeno si rideva un po'”. Venimmo denunciati per istigazione a odio razziale, da non crederci. Ricordo anche il caso del titolo “Madonna trogolona…”

Madonna trogolona?!
Si, il riferimento era ovviamente alla nota cantante e non alla Madre di Dio. Nel 1992 Madonna aveva posato in atteggiamenti sexy per il libro fotografico ‘Sex’, da qui il nostro titolo in copertina con tanto di vignetta ritraente il papa che strabuzzava gli occhi davanti al libro. L’accusa della procura era di offesa alla religione cattolica mediante vilipendio del pontefice. Il gip del tribunale di Livorno non dette luogo a procedere ma la procura ricorse in Appello. Alla fine venimmo assolti perché il fatto non costituiva reato. La sentenza della Corte d’Appello di Firenze ha fatto scuola perché si ribadisce che la satira è un espressione fondamentale del pensiero.

Il Vernacoliere prende spesso di mira la Chiesa. Non pensate mai che i vostri titoli o le vostre vignette possano urtare la sensibilità di molti credenti? Mai pentito per una vignetta troppo pesante?
In tutti questi anni non mi sono mai pentito di ciò che ho fatto mandare in pagina. Spesso metto in guardia i miei collaboratori, magari indicando il limite oltre quale si può incorrere in querele. E comunque se la satira non riesce a urtare la suscettibilità delle persone, beh, allora non si può definire satira. Ci tengo a precisare una cosa però.

Prego.
Noi non facciamo satira sul sentimento religioso, ognuno è libero di credere in ciò che vuole. Noi prendiamo di mira soprattutto coloro che si investono dell’autorità religiosa e che si vorrebbero imporre su tutti gli altri esseri umani indicando come ci si deve comportare”

I potenti della Chiesa e della politica sono i bersagli preferiti del vostro giornale.
I potenti pagherebbero per essere colpiti dalla nostra satira. A loro quello che interessa è la pubblicità, positiva o negativa che sia: delle critiche non gliene frega proprio nulla.