“Finalmente anche in Italia ci sono strumenti fiscali adeguati per sostenere la cultura”: questo quanto dichiarato dal ministro Franceschini a proposito del decreto legge n.83 del 31/05/2014. Eppure, a guardare la situazione delle Orchestre sinfoniche e delle Fondazioni liriche sparse sul territorio nazionale questa affermazione suona stonata. Ultimo caso quello della Fondazione LaVerdi. “Per il 2014 non abbiamo ancora ricevuto alcuna conferma di sostegno da parte delle istituzioni pubbliche. Al momento non c’è la certezza di proseguire la nostra attività”: a parlare così è Ruben Jais, direttore artistico della Fondazione che è stata istituita nell’aprile 2002 con lo scopo di promuovere, favorire e sostenere l’attività dell’Orchestra Sinfonica e del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. La petizione, indirizzata da Jais al ministro Franceschini, è stata rilanciata sul sito Beppegrillo.it: “Egregio Signor Ministro – si legge nel breve testo dell’appello-  LaVerdi a Milano rappresenta un servizio pubblico essenziale: ha creato posti di lavoro, ha costruito il miglior teatro d’Italia senza soldi pubblici, svolge una stagione sinfonica degna di una città europea, realizza un’intensa attività per i bambini, per i ragazzi e per le scuole. Insomma, è un servizio culturale importante non solo per Milano e dovrebbe essere presa ad esempio. Ora il pubblico, del quale facciamo parte, è avvisato che se il contributo dello Stato non verrà almeno equiparato a quelli erogati a formazioni analoghe per numero di musicisti, produttività e prestigio, LaVerdi è costretta a interrompere l’attività. Dovremo davvero assistere ad una ennesima “vergogna” italiana?”

Sul blog di Grillo, che si schiera a favore della Fondazione milanese lanciando un “passaparola” per evitarne la chiusura, l’intervento del direttore artistico è riportato in forma più ampia: “Per il 2014 non abbiamo ancora ricevuto alcuna conferma di sostegno da parte delle istituzioni pubbliche. Negli anni abbiamo raggiunto più di 3 milioni di spettatori, 200 mila spettatori è la nostra media annua: a fronte di questi dati, a fronte di un’attività che prevede più di 280 concerti l’anno non riusciamo a ottenere un finanziamento stabile sicuro. L’anno scorso abbiamo ricevuto per la prima volta 3 milioni di stanziamento da parte dello Stato, di cui però a oggi abbiamo ricevuto un 1.900.000, quindi siamo ancora in attesa 1 milione dello scorso anno e per quest’anno non c’è ancora stata data alcuna prospettiva di finanziamento pubblico. La situazione è molto complessa. La Fondazione ha 150 dipendenti di cui un’ottantina di professori d’orchestra con contratti a tempo indeterminato e circa 700 persone con contratti a tempo determinato. Tutte queste persone, le famiglie legate a queste persone si vedono in grave difficoltà in questo momento”.

L’orchestra sinfonica Giuseppe Verdi è stata fondata nel 1993 da Vladimir Delman. Direttore onorario è, oggi, Riccardo Chailly che ha ricoperto la carica di direttore musicale dal 1999 al 2005. La Verdi si è esibita nella propria sede a Milano e nelle più prestigiose sale, in Italia e all’estero.

E non si è fatta attendere la replica del ministro Franceschini: “Continuo con un certo stupore a leggere ancora articoli e appelli relativi al cosiddetto “salvataggio” dell’Orchestra Verdi, con notizie imprecise o frammentarie. Da diversi giorni ho infatti informato il Presidente Cervetti di quanto positivamente fatto dal Governo in queste settimane per affrontare e, spero, risolvere la situazione di difficoltà di una delle eccellenze italiane” , si legge in una nota.”Per completezza di informazione – aggiunge nel dettaglio il ministro – i fatti sono questi: all’inizio di gennaio, entrata in vigore la legge di bilancio 2015, verrà assegnata dal Mibact all’Orchestra la somma pregressa dovuta di 1.000.000 di euro; è stata data indicazione alla società Arcus, società in house del Ministero, di definire con l’Orchestra un progetto speciale che preveda un finanziamento di 750.000 euro; nella legge di bilancio è confermata la somma di euro 2.995.000 destinata e versata annualmente all’Orchestra, negli anni scorsi parzialmente versata all’Agenzia delle Entrate per debiti pregressi nei confronti dell’erario”. “Come si vede – conclude Franceschini – l’impegno dello Stato è concreto e consistente, seppur in un momento di contenimento della spesa. Gli organi dirigenti dell’Orchestra Verdi conoscono questi impegni e certamente ne daranno presto pubblicamente atto”.