Sorpreso nella notte, preso a sprangate e ucciso, forse durante una rapina. È questa la prima ipotesi degli investigatori riguardo all’omicidio di Giancarlo Sartini, un pensionato 53enne trovato morto, in una pozza di sangue, nel suo appartamento di Chiaravalle, in provincia di Ancona.

Tre colpi inferti con molta violenza mentre l’uomo dormiva, che non gli hanno permesso nemmeno di lottare contro il suo assassino, e una stanza, quella vicina alla camera della vittima, messa a soqquadro dall’assassino, forse in cerca di denaro o oggetti di valore. Sono questi gli elementi da cui partono le indagini dei carabinieri del Reparto operativo di Ancona e della Compagnia di Jesi , coordinate dal pm Paolo Gubinelli, che stanno seguendo la pista della rapina. Secondo il medico legale, il professor Raffaele Giorgetti, la morte del 53enne risalirebbe alla notte tra venerdì e sabato.

L’assassino sarebbe entrato da una finestra aperta sul retro, dato che la porta d’ingresso era chiusa dall’interno. Entrati nell’abitazione, gli agenti hanno trovato l’armadio della camera aperto e la stanza vicina messa a soqquadro, con i cassetti aperti, anche se ancora non si è riusciti a stabilire se l’assassino ha portato via soldi o altri oggetti di valore.

L’arma del delitto, che dovrebbe essere un oggetto contundente molto pesante, come una spranga o un bastone di ferro, non è stata ancora ritrovata. Sul corpo non ci sono segni di colluttazione e questo ha portato gli inquirenti a credere che Sartini sia stato sorpreso nel sonno. Il 53enne era un ex dipendente di una ditta che gestiva la pulizia dei treni e, dopo la morte dei suoi genitori, viveva solo nella casa dove è stato ucciso.