Detesto fare il passeggero in macchina. Trovo sempre un sacco di difetti nel guidatore di turno. Si lo so, sono un rompiscatole, è un mio problema cronico e non ci posso fare niente. Però sono consapevole di esserlo, così la maggior parte delle volte rimango zitto. Sono anche un appassionato, anzi un ‘ammalato’ di automobili e per guadagnarmi da vivere ne scrivo dalla mattina alla sera. Il mix di queste tre cose, purtroppo, è letale, così ogni tanto la mia linguaccia impertinente sfugge al mio controllo e parte da sola. È successo l’ultima volta qualche giorno fa, mentre ero passeggero in un’auto Ncc. Mio malgrado osservavo il guidatore che, vista la circostanza, avrebbe dovuto essere un professionista. Osservavo anche la sua fiammante berlina, dotata delle tecnologie più moderne. Quello che non capivo è perché stesse parlando al cellulare tenendolo attaccato all’orecchio, senza utilizzare il vivavoce Bluetooth della sua macchina hi-tech.

bluetooth

Non capivo, quindi attendevo la fine della conversazione e domandavo, commettendo il fatale errore: “Scusi, come mai non usa il vivavoce Bluetooth?”. “Il blue…cheee?” è stata la risposta, chiara e definitiva. A quel punto mi sono maledetto e ho deciso di tacere. Mi sembrava del tutto inutile spiegare che con un solo click si potrebbe guidare e parlare senza togliere le mani dal volante e lo sguardo dalla strada. Mi pareva superfluo anche specificare che l’auto da oltre 50.000 euro su cui eravamo aveva addirittura un sistema per trasmettere l’audio della telefonata sul solo altoparlante del guidatore, salvaguardando la privacy.

Ho sbagliato? Sarebbe servito? Purtroppo, considerando il numero di automobilisti che vedo tutti i giorni con lo smartphone incollato all’orecchio, credo proprio di no. Ma in fondo che cosa importa? Del resto la distrazione è solo la prima tra le cause degli incidenti stradali…E poi ho detto una bugia, quindi non sono degno di essere ascoltato.
Al guidatore Ncc avevo fatto anche una seconda domanda: “Scusi se insisto eh? Ma non si distrae tenendo il cellulare in mano?”. Risposta: “Chi? Io? Naaaa, io sono un professionista serio, mica mi distraggo!”.