“È reale la minaccia dei terroristi, ma c’è anche il terrorismo di Stato quando si sente il diritto di massacrare i terroristi e con loro cadono anche altri innocenti”. Parole fortissime quelle pronunciate da Papa Francesco nella conferenza stampa che, come ormai prassi, ha tenuto con i giornalisti accreditati sul volo che lo ha riportato da Strasburgo a Roma, al termine del suo quinto viaggio internazionale, dopo i due importanti discorsi al Parlamento europeo e al Consiglio d’Europa. Per Bergoglio il “terrorismo di Stato è molto pericoloso. Bisogna fermare l’aggressione ma nessun paese ha il diritto di farlo per conto suo”. La via indicata dal Papa è quella del dialogo: “Mai do per persa questa cosa. Mai chiudo una porta anche se è difficile con gli estremisti”. Per Francesco, però, con la minaccia del terrorismo deve essere combattuta anche quella della schiavitù perché, assicura il Papa, “ce ne è molta”.

Sulla pedofilia Bergoglio ha confessato di aver “chiesto con dolore di denunciare i preti di Granada che si sono macchiati di abusi sui minori. Proprio nel discorso tenuto al Consiglio d’Europa, Francesco aveva ammesso esplicitamente “i peccati dei figli della Chiesa”. Un vero e proprio mea culpa in una sede istituzionale laica della pedofilia del clero, cosa che non era mai avvenuta prima d’ora nella storia della Chiesa cattolica. Sul volo papale Francesco ha svelato anche un retroscena relativo al ruolo da lui esercitato direttamente nell’inchiesta che ha portato all’arresto di tre sacerdoti a Granada, in Spagna, a seguito delle accuse di una vittima.  “Ho ricevuto direttamente la notizia indirizzata a me. Così – ha rivelato il Pontefice – ho chiamato la persona e gli ho detto: ‘Tu domani vai dal vescovo’. E ho scritto al vescovo di raccogliere la denuncia e cominciare subito a lavorarci. Ho sentito un grandissimo dolore. Ma la verità è la verità e non dobbiamo nasconderla”.

Il Papa ha raccontato anche che quando legge dei commenti sulle sue prese di posizione in materia sociale a volte si sente “in una collezione di insetti”. “‘Questo è un insetto socialdemocratico’, mi dicono. Ma – ha confidato Francesco – io non oso qualificarmi da una o dall’altra parte. È il vangelo che indirizza la dottrina sociale della Chiesa“. La linea di Bergoglio, cioè, “viene da lì: sono parole evangeliche”, ha assicurato il Papa. Nei suoi viaggi, ha confidato Francesco ai giornalisti, si sente “vescovo di Roma” anche se la sua “memoria è in Argentina, da arcivescovo di Buenos Aires, ma ora sono successore di Pietro. Sono romano ormai”.

Nel salutare i giornalisti accreditati, Francesco ha sottolineato la “giornata davvero forte” vissuta a Strasburgo, con 4 ore di volo e altrettanto 4 ore sul suolo francese con 2 impegnativi discorsi, oltre agli incontri con i rappresentati delle istituzioni europee. “Mi è dispiaciuto – ha confessato il Papa – di non essere potuto andare alla cattedrale di Strasburgo, perché sarebbe stata già una visita pastorale”. E ha promesso di tornare in Francia nel 2015 per “una vera e propria visita pastorale”, anche se il viaggio “non è programmato ancora” e le tappe restano da decidere. “Si deve andare a Parigi. Poi mi hanno proposto Lourdes. Io – ha concluso Bergoglio – ho chiesto una città dove non è andato nessun Papa“.

Twitter: @FrancescoGrana