Quando mi sono trasferita nella Nuova Latina, quartiere giovane tra il mare e il centro, con la Pontina a dividere, i progetti di collegamento viario e la valorizzazione dei nuovi insediamenti erano precisi e chiari. Il Q4, sarebbe dovuto diventare un centro direzionale con tanto verde. Non c’era ancora una strada ma collegamenti di fortuna che variavano di giorno in giorno. Con angoscia ricordo, e capitava molto spesso, di trovarmi le strade improvvisamente sbarrate da cantieri, con reali difficoltà a raggiungere la mia abitazione. Senza pudore chiusero una via storica, la via Lunga, per farci dei palazzoni ad alta densità abitativa. A noi, abitanti dei nuovi quartieri, non rimase che attraversare la pericolosissima Pontina. All’epoca non c’erano i social. La rabbia si sbolliva negli incontri serali dei comitati spontanei. Senza effetto però. Prima che ti organizzavi per i dovuti reclami ne passava di tempo…

Oggi qualcosa è cambiato perché tutti sanno e si indignano nello stesso momento. E la voce di uno, diventa boato. Latina ha sopportato e subìto troppo in questi anni e l’abbattimento di un albero per far posto a una palazzina, una settimana fa, ha dato il “la” alla rabbia. Una rabbia che comincia a diventare intensa e diffusa a causa di innumerevoli e prossime colate di cemento che abbatteranno per sempre il desiderio di libertà e voglia di piedi nudi nel parco.

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L’albero, un maestoso eucaliptus, era lì da 70 anni. In un esiguo triangolo tra piccole palazzine e la scuola. E i primi a gridare inorriditi sono stati proprio i bambini nel vedere buttare a terra e affettare quel tronco familiare. Perché… perché… gridavano, chiedendone motivo ai genitori.

Da allora si è diffuso un grande sentimento di indignazione. I cittadini, quelli che ancora possiedono un senso di attaccamento alla città, hanno cominciato a mobilitarsi, comunicando agli altri che l’abbattimento del Gigante Buono non sarebbe stato né il primo né l’ultimo – racconta Bruno Mucci, fondatore del comitato spontaneo “Il gigante buono”, dedicato proprio all’eucaliptus di fondazione.

“E’ bastato consultare le tavole presenti sul sito web del Comune per capire l’entità dello ‘tsunami’ di cemento che si sarebbe abbattuto sulla città in nome della perequazione, una specie di scambio in cui i costruttori cedevano aree di nessun valore in cambio di cubatura per poter edificare mostri di cemento dentro fazzoletti di terra”. La causa di questa aggressione senza precedenti non dipende solamente dall’attuale amministrazione: “Il banchetto da cui si alzeranno sazie solo poche persone, lasciando la devastazione sulla tavola ha origini lontane, da quando dentro le stanze dei ‘bottoni’ si sono accomodati i signori del mattone che sostenuti da una politica compiacente, hanno lavorato fittamente affinché si potesse ottenere tutto quello che prima era vietato”.

Insieme ai cittadini anche i quotidiani locali cominciano a scavare e scoprono che il Parco di Santa Rita verrà cementificato. E anche il campetto dell’Enel dove in passato molti ragazzi hanno dato prova di saperci fare con il pallone. E il cortile di un palazzo in centro e chissà ancora quante piccole altre piccole aree verranno sacrificate al cemento. I giornali parlano di “preveggenze urbanistiche”. Sì, perché i progetti sono stati presentati prima della variante, quando l’area era ancora destinata a verde pubblico.

In appoggio ai cittadini che organizzano veglie, flash mob e partite di pallone si muovono anche le istituzioni. Il questore di Latina ha dichiarato alla stampa che “l’urbanistica è il core business del malaffare” il cuore di un intreccio pericoloso fra amministrazione e organizzazioni criminali. La Procura di Latina affida a Giuseppe Miliano l’inchiesta sulle varianti al Ppe dopo che alcuni cittadini avevano presentato un esposto chiedendo verifiche sulla regolarità degli atti.

Gru-latina-blogUna interrogazione in Consiglio regionale per fare luce sull’iter tecnico e amministrativo che ha portato alle varianti urbanistiche è stata presentata dal consigliere del Pd Enrico Forte. Chiede di fare luce sulla gestione tecnica e politica e sull’iter amministrativo che ha consentito ad imprese e privati costruttori di ottenere volumetrie su lotti che risultavano in precedenza privi di qualsiasi potenzialità edificatoria e che stanno portando il proliferarsi di nuove costruzioni cancellando il verde pubblico. Insomma dice Forte bisogna sapere perché sono state “approvate solo in Giunta e non in Consiglio comunale le varianti di revisione dei singoli piani particolareggiati, generando forti dubbi interpretativi che hanno consentito in tempi rapidi il rilascio dei permessi a costruire“.

Le ruspe intanto non si fermano, anzi continuano a lavorare. Con esse questa volta però anche il desiderio dei cittadini a reagire e farsi sentire attraverso iniziative che coinvolgono e animano. Domenica ci sarà un picnic nel parco che verrà cementificato. Una megafesta per le famiglie di Latina chiamate spontaneamente a partecipare con pranzo al sacco e musica.

Intanto oggi al posto dell’albero piantato dai nostri avi per bonificare la palude pontina, ha fatto la sua apparizione la gru…