Da tempo ormai il sistema penale è passato da garantista a quello dell’impunità. E dopo i soliti casi eclatanti, da ultimo quello Eternit, qualche politico fa finta di indignarsi. Ora il premier Renzi si accorge del problema e dice che si impegnerà a risolverlo.

Caro Matteo, ci scuserai, ma dubitiamo ci sia la reale volontà politica di farlo. In questi ultimi vent’anni il nostro alleato per le Riforme Berlusconi (cosa difficile da digerire) ha fatto di tutto per evitare che i processi penali arrivino mai ad una condanna definitiva e ad una pena certa e soprattutto applicata nella sua reale entità. Oggi come oggi è difficile vedere qualcuno che va in carcere per reati seri e gravi che ha commesso.

Basta frequentare le aule dei tribunali per accorgersi come ogni singola udienza penali salti per mille vicissitudini. Alla cronica carenza di organico dei Magistrati si aggiunge una miriade di cavilli legali che rallentano o evitino che si arrivi ad una Sentenza di condanna o in tempi brevi. L’istituto della prescrizione, poi, è uno strumento che lo Stato usa in maniera pilatesca. Ossia, rinuncia a punire i colpevoli di determinati reati se trascorso un determinato lasso di tempo tra la commissione del fatto e la fine del processo. Gli unici reati che non si prescrivono sono quelli che prevedono la pena dell’ergastolo.

Nello specifico, l’art. 157 del codice penale, modificato dalla legge 5 dicembre 2005 n. 251, prevede che la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro anni se si tratta di contravvenzione, ancorché puniti con la sola pena pecuniaria. Più tutta una serie di varie eccezioni ed integrazioni. Ma al di là dei vari tecnicismi giuridici è facile capire che la prescrizione è un elemento che va contro il concetto stesso di Giustizia. Per il nostro sistema attuale, infatti, oramai i vari processi e soprattutto quelli delicati ed articolati sfociano quasi sempre nella prescrizione.

Risultato assurdo in cui si perde tempo, soldi pubblici ed energie di tutto il sistema giudiziario che va a togliere altro spazio e risorse ad altri processi. Il tutto in un circolo vizioso e soprattutto frustrante per tutti gli operatori del settore. E in tutto questo la povera e le povere vittime dei delitti e dei vari reati si vedono sottratti anche l’ultima speranza di vivere in un sistema dove la legge venga fatta rispettare e valere. Insomma l’istituto della prescrizione è una completo ossimoro all’Italia. Non può essere giustizia se vi è la prescrizione. Anzi con tale possibilità è un invito a nozze per i vari cavilli e il solito e ormai azzoppato sistema giudiziario italiano.

A ciò si deve aggiungere che con le ultime riforme molti tribunali sono stati cancellati e molte procure eliminate. Ma per farsi un’idea ancora più approfondita è utile guardare fuori dall’Italia per vedere come nelle altre nazioni viene affrontato l’identico problema. Fuori dal nostro paese, la prescrizione esiste per i minori. Ma, c’è una grossissima differenza. Fuori dall’Italia una volta iniziato il processo non ci può più essere la prescrizione: così funziona negli Usa, in Francia, in Gran Bretagna, in Olanda e così via.

Dai noi, invece, la prescrizione non si ferma con l’inizio del processo ma anzi continua tranquillamente. Salvo alcuni casi ma in cui si ferma per determinati eventi interruttivi ma in ogni caso non si ferma definitivamente. Questa la vergognosa ed assurda situazione. Questa la realtà italiana. Ma si sa queste cose fanno molto comodo a tutti e soprattutto in una situazione politica di completa confusione e degenerazione.

Caro premier anche su questo evitiamo gli annunci, perché oramai tutto si prescrive, anche la fiducia.