Ricordate Blade Runner, il film in cui una folla di replicanti  si aggira nella megalopoli futura, sotto una pioggia infinita? Non era fantascienza, ma la situazione della Liguria di questi giorni, ormai alla quinta giornata di allerta2: quella, per intenderci, che impone di chiudersi in casa, sconsigliando, per esempio, di andare a lavorare a Trieste, da dove scrivo e dove piove uguale. Il problema vero non è la pioggia; semmai, come ha dichiarato ieri il capo della Protezione civile, sono i cinquanta chilometri di fiumi liguri tombati, che poi vuol dire cementificati, anche se tombati rende meglio l’idea. Il problema peggiore, poi, sono i replicanti: gli automi copie di umani o gli umani ridotti ad automi che affollano la politica regionale.

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Prendete i candidati alle elezioni regionali di marzo. La partita sembra ormai giocarsi tutta nel campo del Partito Democratico. Come al solito, infatti, i Cinque stelle hanno rifiutato di appoggiare l’unico non-replicante, il candidato della società civile Ferruccio Sansa: per non parlare della destra, che potrebbe addirittura riesumare il replicante di se stesso Sandro Biasotti. A decidere il vincitore, così, saranno probabilmente le primarie del Pd, fissate alla vigilia di Natale per togliere a chiunque qualsiasi voglia di andarci. Gli sfidanti sono due: Raffaella Paita, replicante del governatore Burlando con un profilo da strega Nocciola, e l’immarcescibile Cofferati, replicante del leader sindacale che fu.

C’è un’alternativa a tutto ciò? Controvento, Associazione per il dibattito pubblico, propone questo: che sia la società civile ligure a fissare l’agenda delle cose da fare, togliendola dalle mani dei politici. Lunedì 17, al Palazzo Ducale di Genova, ci sarà un primo incontro, riservato a rappresentanti delle associazioni, imprenditori, esperti, per discutere il nostro libro bianco sulla Liguria scaricabile dal sito di Micromega: ci diranno loro cosa chiedere ai candidati alle Regionali. Sulla base dell’agenda fissata da loro, in un appuntamento successivo, aperto a tutti i cittadini e adeguatamente pubblicizzato, chiederemo ai candidati cosa pensano di rispondere alle richieste avanzate dalla società civile. È un esperimento, magari ci stroncano prima: ma se riesce vi faccio sapere.