Esiste ancora in qualche paese la brutale pratica di costringere le donne ad essere sterilizzate in massa. Un sistema fatto passare dal governo come necessario per un paese sovrappopolato. Qualche giorno fa l’ennesima tragedia in India, nello Stato di Chattisgarh: circa ottanta donne sono state sottoposte alla chiusura delle tube, di queste undici sono morte e altre 64 sono state costrette al ricovero in ospedale. I medici sono stati accusati di negligenza nell’aver effettuato le operazioni chirurgiche e uno dei medici è stato arrestato.

India sterilizzazione 675

Sono pratiche che avvengono regolarmente in India da decenni all’interno di un programma nazionale di controllo delle nascite. La popolazione indiana è di 1,2 miliardi di abitanti con un tasso di fecondità di 2,4 figli per donna. Fra qualche anno supererà la Cina come numero di abitanti. E quindi il governo indiano continua ad utilizzare questo metodo per provvedere al problema.

Tutto questo è aggravato dal fatto che queste persone sono incentivate a farlo dal contributo economico offerto loro dal governo. Con cifre che si aggirano intorno ai 20 euro per farsi operare. Considerate piuttosto alte e appetibili in un Paese dove si vive con meno di due euro al giorno.

Non è chiaro quante persone muoiano o soffrano di complicazioni da procedure di sterilizzazione in India, perchè spesso eseguite in ospedali dismessi e da mani inesperte. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il Ministero della Salute indiana, in seguito a domande a riguardo, ha fatto sapere che tra il 2010 e il 2013 sarebbero morte oltre 350 persone. Un numero maggiore secondo gli attivisti dei diritti umani. Il 34% di oltre 700.000 famiglie intervistate in tutto il paese da parte del governo indiano ha dichiarato di utilizzare la sterilizzazione femminile come metodo di pianificazione familiare corrente. Soltanto nel 2012 in India sono state effettuate circa 4,6 milioni di sterilizzazioni femminili e circa 110mila maschili. Sono il 37% delle sterilizzazioni di tutto il mondo. La sterilizzazione maschile è un fenomeno minore. In una società dove la mascolinità è sinonimo di riproduzione, gli uomini raramente optano per la vasectomia.

Nuovamente in evidenza quindi i rischi di una campagna del governo che costringe ogni anno milioni di donne e uomini a subire le operazioni. L’India è l’unico paese al mondo in cui la sterilizzazione femminile predomina tra le varie misure di controllo delle nascite. Ma non è certamente l’unico ad utilizzare questo sistema. Possibile che il governo non abbia ancora informato e aiutato i suoi abitanti ad utilizzare altri metodi di contraccezione? Chissà poi se queste donne sono correttamente informate e si sottopongono a queste procedure consapevolmente. Viene detto loro che non potranno poi più avere figli? Ci sono paesi in cui persone appartenenti a determinati gruppi di popolazione, comprese le persone con l’Hiv, le popolazioni indigene e le minoranze etniche, che continuano ad essere sterilizzate senza il loro pieno consenso libero e informato. La sovrappopolazione sarà anche un problema in espansione, ma il fine non può giustificare i mezzi.