Come ogni anno l’attesa classifica Top100 Djs di DJ Mag consacra i re della consolle mondiali. 100 artisti votati direttamente dal pubblico in una chart popolare e democratica che svela la tendenza della dance planataria e segna le regole del mercato. Gabry Ponte, Vinai, Zatox e Merk & Kremont. Questi i quattro cavalieri italiani del clubbing mondiale secondo il popolo di chi frequenta festival musicali e dancefloor di tutto il mondo. Nomi conosciuti nel settore e dal grande popolo del clubbing. Alcuni più noti, altri più di nicchia. Non c’è però da stupirsi che siano così pochi, visto che per riuscire ad entrare nella tanto chiacchierata top 100 bisogna essere davvero abili, non solo nell’arte del djing.

Manager capaci, campagne mediatiche mirate, capacità di comunicare e utilizzare i social, fare del proprio nome un brand riconosciuto e riconoscibile a livello internazionale sono solo alcune delle chiavi del successo di chi è riuscito a conquistare i voti di fan e cultori della dance di tutto il pianeta. Non da meno l’essere capace di rinnovarsi, cavalcando soprattutto l’EDM/electro-house che, ormai da un quinquennio, è la principale corrente musicale più seguita e amata, oltre ad essere onnipresenti nei megaeventi mondiali che riempiono stadi e palazzetti di ogni città, come per i più blasonati concerti di rock e popstar della canzone. Altro fattore importante il fatto che le più alte percentuali degli oltre 900.000 voti pervenuti provengano dalle Americhe, territori dove l’EDM è popolarissima, così come tantissimi sono i votanti dal nord Europa, olandesi e svedesi in primis, che hanno fatto e fanno la differenza. Ecco perché

Tra i protagonisti indiscussi dell’intera chart e della “top 20” troviamo superstar che si distinguono per i loro successi radiofonici, dj più pop e djstar

come Hardwell (il primo in classifica), Armin Van Buuren, Martin Garrix, Tiesto, Skrillex, David Guetta, Avicii, Skrillex, Calvin Harris, Alesso, Deadmau5, Steve Aoki ma anche chi sposa il proprio nome con quello di eventi come il Tomorrowland come Dimitri Vegas & Like Mike, resident dj del celebre evento classificatisi addirittura secondi.

Ma torniamo agli italiani. Solo quattro perché, anche nel mondo del djing, così come per tante altre realtà del Bel Paese, non si riesce a fare sistema. Non si riesce a fare quel gioco di squadra che potrebbe portare in vetta molti più nomi di quelli presenti, anche perché la scena italiana, nonostante tutto, è davvero molto importante e sviluppata.

Gabry Ponte è il primo dei “nostri”: classificato al 61° posto, grazie alla sua bravura ma anche grazie ad un’accurata campagna di comunicazione

nel suo circuito e alla sua più recente popolarità televisiva. Subito dopo di lui, al 62° posto troviamo Vinai, il duo di giovani fratelli bresciani (Alessandro e Andrea, classe 1990 e 1994) che negli ultimi anni si stanno facendo strada grazie alle loro collaborazioni con etichette e artisti internazionali di spicco. Zatox, al 72° posto, si può dire un veterano della Top 100 Djs dove presenzia dal 2011 in quanto il suo pubblico di hardstyle è tra i più attivi nel voto. Infine Merk & Kremont, al 94°, sono due producer e dj milanesi, vero fenomeno dell’EDM italiana, attualmente in tour negli Stati Uniti.

Essere nella Top 100 Djs è importante. Significa ottenere più contratti, avere maggiore potere contrattuale, una più ampia notorietà, in pratica fare più business. Ecco perché ci auguriamo di avere presto tanti altri nostri “campioni”, nella classifica. Non solo perché sono davvero in molti che se lo meriterebbero. Semplicemente perché significherebbe che si è riusciti a fare sistema, a favore di tutti gli addetti del settore.