Tra i padiglioni di Auto e Moto d’Epoca a Padova, c’è un boccone amaro che nessuno riesce a mandare giù. È la proposta del governo Renzi, che nella legge di Stabilità dovrebbe reintrodurre il bollo per le auto che hanno compiuto 20 anni, già criticata dall’Asi. Una scelta che non accontenta nessuno al Salone di auto classiche più importante d’Italia, dai visitatori ai club di appassionati per arrivare alle case automobilistiche. Perché tra i partecipanti l’idea comune è la stessa: rimettendo una tassa sulle ultraventennali lo Stato non otterrà nulla economicamente e, anzi, andrà a cancellare un pezzo di storia industriale italiana.

Un concetto curiosamente sottolineato dal Club Alfasud Italia. Questo modello non rientrà nel provvedimento, ma gli appassionati di questa storica Alfa Romeo colgono un punto. “Fino a qualche anno – sottolinea Flaminio Massetti – fa sarebbe stato impensabile vedere uno stand Alfasud in un Salone come questo, perché era considerata una macchina vecchia. Oggi invece sono tantissimi i curiosi e gli appassionati che si fermano o fotografano le nostre macchine”. Il riferimento è alla conservazione di un pezzo di storia industriale italiana, che in questo caso è un tentativo massiccio di industrializzazione del Mezzogiorno, con la costruzione dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Se l’Alfasud si è salvata e ormai da vecchia è diventata classica, un modello che sarà coinvolto è la Lancia Thema, prodotta dal 1984 al 1994.

Nello stand del Lancia Thema Club Italia puntano il dito contro il governo. “La Thema è l’ultimo modello degno di nota della produzione italiana, e con un provvedimento del genere si andrebbero a penalizzare solo i collezionisti più giovani, e quelli che non hanno budget per comprare auto costose”. La Thema, infatti, è già entrata nell’immaginario comune, ma ha ancora un prezzo piuttosto basso. E se la passione potrebbe spingere diversi proprietari a tenere l’auto, per molti altri che in garage hanno un’auto immatricolata tra il 1985 e il 1995 la strada potrebbe essere la pressa. Perdendo così molte macchine che non avranno il tempo per diventare d’epoca.

Comunque, tutti a Padova sono d’accordo su una cosa: il vantaggio garantito dalla gente è stato sfruttato dai soliti furbetti, per utilizzare auto vecchie, inquinanti e insicure, risparmiando sulle tasse. Per questo un altro pilastro del pensiero sulla reintroduzione del bollo riguarda le auto da salvare e il riassunto lo fa l’organizzatore di Auto e Moto d’Epoca, Mario Baccaglini, che a Ilfattoquotidiano.it ha detto: “La misura è sicuramente penalizzante, ma una soluzione per evitare un taglio generalizzato è una lista per decidere quali auto sono da salvare e quali no”. Una tesi che vede d’accordo anche Eugenio Franzetti di Peugeot Italia secondo cui senza una lista si colpirebbe senza criterio il “mercato delle youngtimer, penalizzando l’indotto di officine e carrozzerie, senza peraltro spingere le vendite del nuovo”.