Un migliaio di cittadini genovesi è sfilato in città per chiedere le dimissioni della Giunta regionale e comunale e dei dirigenti di Arpal a seguito dell’alluvione che ha colpito Genova il 9 ottobre scorso. In testa al corteo i cantanti Cristiano De Andrè e Francesco Baccini che si sono uniti ai genovesi sotto lo slogan #Orabasta e hanno srotolato uno striscione su cui c’era la scritta “Dimissioni” rivolto al sindaco Marco Doria e al governatore Claudio Burlando “per manifesta incapacità di governo”. Il presidio è partito da piazza De Ferrari, palazzo della Regione per poi  arrivare a Palazzo Tursi, sede del Comune. Davanti al municipio i manifestanti hanno lanciato uova, monetine, bottiglie di plastica e altri oggetti urlando insulti come “vergogna”, “assassini” e “sapete solo rubare”. Dal corteo è partito un applauso per Antonio Campanella, la vittima dell’alluvione. “Non possiamo rialzarci ancora una volta da soli” hanno detto i genovesi che hanno aderito alla protesta. “Le promesse – aggiungono – non ci bastano più, i soldi del 2011 non li abbiamo mai visti, ora vogliamo che questi vengano gestiti con la massima trasparenza”. I manifestanti hanno distribuito volantini con le loro richieste ossia l’immediato sblocco dei fondi stanziati per il dissesto idrologico, la messa in sicurezza del territorio da parte del Governo e lo stanziamento di fondi per il risarcimento dei commercianti genovesi e di tutti i cittadini. Il nubifragio ha causato danni pubblici per oltre 250 milioni e ai privati per oltre 100 milioni.

Claudio Sava, portavoce della delegazione dei manifestanti, è stato ricevuto dal sindaco Doria e dal vice Stefano Bernini e, di ritorno dall’incontro, commercianti e cittadini lo hanno contestato perché non aveva esaudito la richiesta di dimissioni delle autorità cittadine e regionali. Sava ha invece annunciato che il Comune sospenderà da subito e fino a tutto il 2015 le imposte per chi è stato danneggiato dall’alluvione e farà da tramite con le banche per definire, entro una settimana, tempi e modalità dei finanziamenti a tassi agevolati. L’amministrazione comunale si impegna inoltre a fare da tramite con il Governo per quanto riguarda l’erogazione dei risarcimenti e a ricevere la delegazione ogni 15 giorni per verificare la realizzazione degli impegni presi e l’avanzamento delle opere di difesa del territorio. Una cinquantina di manifestanti è rimasta davanti a Palazzo Tursi, transennato e protetto dalle forze dell’ordine, per esprimere il proprio malcontento e rinnovare la richiesta di dimissioni.