Caro Matteo, sei proprio un genio. Questo te lo devo riconoscere! Stai uscendo dal pantano delle unioni civili, in cui ti eri cacciato e avevi cacciato il governo, con stile. Scopro tutto questo leggendo Repubblica di ieri e salto sulla sedia. In apertura un titolo, forse “il titolo” che aspettavo da anni: “Arriva la legge sulle unioni civili…”; questo nelle prime due righe. E poi la terza, che sembra puntualizzare: “…ma solo per i gay”.  

Ripeto: salto sulla sedia e mi affretto a correre all’interno per saperne di più. Il fatto è che gli altri giornali nulla menzionano a riguardo: niente naturalmente in prima pagina. La cosa si fa ancora più ghiotta e interessante. E così famelicamente mi getto nella lettura. L’inizio è galvanizzante, leggo frasi come “matrimoni gay” e adozioni di “figli biologici interni alla coppia”. Tra me e me dico “eccolo finalmente” e quasi devo interrompere, a tratti, la lettura per l’emozione. Per fortuna ho con me un pacchetto nuovo di sigarette a cui posso attingere. E riprendo.

Più avanti, però, lo sviluppo di questo “scoop” del giornale fondato da Eugenio Scalfari diventa, ai miei occhi, meno poetico e più prosaico. Si parla di un nuovo disegno di legge (come se ce ne fosse il bisogno) la cui scrittura sarebbe stata affidata ad Antonella Manzione, capo dell’Ufficio legislativo di palazzo Chigi, e si garantisce sulla sua prossima approvazione. Non si specifica però con esattezza quando e non si puntualizza se il testo dovrà essere emendato, se prenderà la via di qualche commissione (se così, quale?) e infine non si dice quando il Parlamento ne comincerà la discussione. Tra le righe comprendo che il governo potrebbe giocare la carta del decreto legge e quindi chiudere la partita in un tempo ristrettissimo; ma anche qui nessuna certezza viene posta a riguardo, solo congetture, impressioni, proiezioni.

Finisco la seconda sigaretta e a questo punto da galvanizzata che ero, divento un poco tesa. Arrivo a quando si cita il Nuovo centrodestra, a quando si fa riferimento al suo attuale segretario, il ministro dell’interno, Angelino Alfano. Di quest’ultimo si citano le uscite degli ultimi giorni, del divieto espresso ai sindaci di trascrivere matrimoni omosessuali contratti all’estero nei registri dell’Anagrafe, ed ho come un urto di rabbia. Poi arriva tutta la parte in cui ad essere tirata in ballo è la Chiesa cattolica. L’incontro di Renzi col Sinodo dei vescovi; i soldi trovati per le famiglie numerose; l’assenso di Bergoglio; il consenso dei cardinali e della gerarchia ecclesiastica… Mi distolgo dalla lettura, guardo nel vuoto e tengo tra le mani Repubblica.

C’era bisogno di un nuovo disegno di legge? Capisco che per certe logiche, sì. Capiscono che nel ddl della Manzione s’è fatta un’operazione ben precisa: è stata stralciata tutta la parte che riguardava la disciplina delle convivenze civili. Argomento presente nei ddl precedenti, come in quello scritto dalla senatrice del Pd, Monica Cirinnà, il cui Titolo 2 riportava: “Il seguente titolo disciplina i diritti individuali e i doveri di soggetti maggiorenni, conviventi stabilmente da almeno tre anni o da almeno un anno in presenza di figli comuni, uniti da legami affettivi e di solidarietà, ai fini di reciproca assistenza e solidarietà, materiale e morale, non legati da rapporti di parentela, né vincolati da matrimonio o da un’unione civile tra persone dello stesso sesso”. Ciò avrebbe rappresentato l’introduzione di una forma estremamente laica di matrimonio, evidentemente da alcuni non gradita. Ecco perché la puntualizzazione del titolo: “Ma solo per i gay” sta in piedi, eccome. Per gli omosessuali evidentemente sarà scritta una legge apposita per risolvere una loro condizione di assenza di diritti che non poteva più attendere. Ma con questo provvedimento matrimoni e unioni civili viaggeranno su due binari completamente separati e che non potranno mai più unirsi. In questo Paese non si parlerà di “matrimoni omosessuali”. Ecco il vero risultato!

Repubblica gli dà il massimo risalto e tutti dovremmo essere contenti. Il governo si vede spianata la strada e mette tutti d’accordo, pronto e sereno per occuparsi d’altro; tanto, prima o poi, in questi termini, la legge sulle unioni civili arriverà, tutti ne possono stare certi.

Io rimango con un sottile amaro in bocca: Renzi è geniale; Renzi è il genio del male! Dovrei essere contenta del suo lavoro e probabilmente – quando un giorno assaporerò assieme alla mia famiglia gli effetti della sua legge – lo sarò per davvero. Per ora mi deludono non poco le concessioni chieste e che si è deciso di dare. Quelle a favore della Chiesa, quelle che Ncd ha preteso, quelle che Alfano ha chiesto e preteso… Tutto mi lascia perplessa, lo ammetto.

Ma sono fatta così! Non sono contenta di sapere attraverso i post o le interviste che accompagnano un selfie che ritrae la Pascale, Berlusconi e Luxuria, che tutte le forze politiche che guidano questo Paese sono pronte per accettare una legge sulle unioni civili. Non ci possono essere social, prime pagine dei giornali, cene ad Arcore, incontri al Sinodo dei vescovi, nei quali negoziare i diritti.