Scongiurato il pericolo di un nuovo caso di Ebola in Europa. Dopo la donna messa in quarantena a Madrid, e gli altri tre casi sospetti, sempre nella capitale spagnola, anche a Parigi un’altra paziente è stata ricoverata nell’ospedale Bichat. L’allarme nella capitale francese era scattato ieri, quando una donna originaria della Guinea, recentemente tornata da un viaggio nel paese africano, ha manifestato sintomi simili a quelli tipici della febbre emorragica. Immediatamente è stato isolato il palazzo, situato nella periferia parigina, a Cergy-Pontoise. Nella serata di vernerdì sono arrivati, però, i risultati delle analisi dall’Istituto Pasteur di Lione: la paziente è risultata negativa alla febbre emorragica che ha colpito alcuni paesi dell’Africa occidentale.

L’Ue discute l’invio di militari. Intanto, l’Unione Europea valuta l’invio di soldati in Africa. Secondo quanto filtrato da Bruxelles e confermato da fonti della Commissione, il servizio diplomatico Ue ha inviato agli ambasciatori dei Paesi membri una nota non ufficiale in cui si ipotizza l’uso di soldati per portare a termine l’evacuazione dei pazienti europei e organizzare operazioni militari per ristabilire la sicurezza nella zona del focolaio. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato che il governo italiano ha richiesto e ottenuto un vertice tra gli Stati membri dell’Ue, il 16 ottobre a Bruxelles, per “valutare nuovi e ulteriori sistemi di sicurezza negli aeroporti” per fronteggiare l’emergenza legata al virus Ebola. “Check per i passeggeri in partenza dagli aeroporti dell’Africa occidentale” e un sistema “per la tracciabilità dei passeggeri che partono dalle aree critiche del continente con voli non diretti per l’Europa”. Saranno queste due delle misure di cui si discuterà al vertice, ha continuato il ministro.

Nuovi casi anche in Cipro e Brasile.
Altri casi sono stati registrati nella parte turca di Cipro e in Brasile. Il giornale turco-cipriota Chavantis parla di uno studente 26enne originario del Togo che mostrerebbe i sintomi tipici del virus che sta mettendo in ginocchio l’Africa occidentale e che, fino a oggi, ha causato la morte di circa 4mila persone. Il giovane avrebbe, in un primo momento, avuto una forte febbre e per questo è stato ricoverato in una clinica di Famagosta. I sanitari, però, hanno preferito trasferirlo, per precauzione, nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Nicosia Nord dove è stato posto in quarantena. Tra qualche giorno, secondo il giornale, si conosceranno i risultati delle analisi cliniche per la conferma o meno della diagnosi.

Anche nel paese sudamericano le autorità dello stato meridionale del Paranà hanno segnalato al ministero della Salute un caso sospetto. Secondo il sito Estadao, si tratta di un 47enne africano rientrato da poco da Conakry, capitale della Guinea, manifestando i sintomi della febbre emorragica. Il paziente è stato trasferito in un ospedale specializzato di Rio de Janeiro per poter ottenere rapidamente una diagnosi. Conferme arrivano anche dal responsabile per la vigilanza sulle epidemie del ministero della Salute, Jarbas Barbosa. 

Vaccino italiano testato su volontari del Mali.
Intanto, il vaccino italiano scelto dall’Organizzazione mondiale della salute (Oms) per combattere la diffusione della febbre emorragica in Africa verrà testato su tre abitanti del Mali, selezionati tra 40 operatori sanitari del Paese che hanno accettato di partecipare al trial internazionale del vaccino. Lo ha annunciato il ministero della Salute maliano. Uno dei volontari, un pediatra di 37 anni, ha detto di aver deciso di prendere parte alla sperimentazione per aiutare a salvare vite umane. L’uomo spera di diventare immune al virus, “perché se dovessimo avere un caso di Ebola in Mali, vorrei essere chiamato a collaborare al trattamento”. 

La paziente spagnola “è stabile”.
Maria Teresa Romero Ramos
, l’infermiera spagnola primo caso di paziente europeo che ha contratto il virus, è stabile, come fa sapere il portavoce dell’ospedale Carlos III di Madrid, dove la donna è tenuta in quarantena. Notizie che rassicurano i familiari dopo che, giovedì, l’assessore alla salute del governo regionale, Javier Rodriguez, e la direttrice dell’ospedale, Yolanda Fuentes, avevano riferito di un peggioramento delle condizioni di Romero. L’infermiera è stata contagiata mentre si occupava di curare Manuel Garcia Viejo, il missionario spagnolo deceduto dopo aver contratto il virus durante uno dei suoi viaggi in Africa occidentale. Sono 14, al momento, i pazienti sotto osservazione nell’ospedale madrileno per essere entrati in contatto con la donna.