L’agenzia di rating Dbrs conferma il rating ‘A low’ per l’Italia ma mantiene anche il ‘trend negativo’ sul nostro Paese. La conferma, si legge in una nota, riflette “progressi sostanziali nel risanamento di bilancio”. Non si esprime, invece, Moody’s, il cui giudizio, atteso anch’esso per venerdì, slitta. Sospiro di sollievo per il governo di Matteo Renzi, visto che un taglio del merito di credito si sarebbe tradotto in un aumento dei tassi di interesse che il Tesoro deve pagare per finanziare il debito. E per le banche italiane sarebbe diventato più oneroso rifinanziarsi presso la Bce usando Btp come garanzia. Tuttavia Dbrs ribadisce che, come è noto, l’Italia resterà in recessione anche nel 2014, con il pil che si contrarrà dello 0,3% mentre dovrebbe salire dello 0,5% nel 2015, stima uguale a quella inserita dal governo nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Quadro in chiaroscuro, dunque. L’agenzia ritiene che le riforme strutturali del governo aumenteranno la crescita nei prossimi anni, ma “il potenziale dell’Italia resta debole” e “alle attuali stime di crescita la dinamica del debito resta una preoccupazione”. Il volume della “zavorra” del debito è stimato al 131,6% nel 2014 e dovrebbe toccare un picco del 134% nel 2016 per poi declinare lievemente nel 2017. Tuttavia “la traiettoria è soggetta a molti rischi, inclusi risultati fiscali meno positivi, una crescita del prodotto più bassa, inflazione inferiore e costi di finanziamento più elevati”.

La valutazione potrebbe poi essere rivista al ribasso “se il debito crescesse oltre le aspettative attuali e non si stabilizzasse nell’orizzonte di previsione o se la prospettiva di una ripresa dell’attività economica nei prossimi 12 mesi non si materializzasse”. E anche “ritardi corposi nel portare a termine misure credibili mirate ad accrescere il prodotto potenziale” potrebbero portare ad un downgrade. Giudizio positivo sul consolidamento fiscale messo a segno nel 2013, “ma nel 2014 e 2015 la politica di bilancio sarà moderatamente espansiva, con il deficit previsto in crescita al 3% del pil nel 2014 dal 2,8% del 2013 prima di diminuire marginalmente al 2,9% nel 2015”.  

La notizia della decisione di Dbrs arriva al termine di una seduta negativa per piazza Affari, che ha chiuso a -0,94% facendo segnare il quinto calo consecutivo. Male tutte le Borse europee, con Francoforte maglia nera a -2,4 per cento. A pesare sui listini, oltre all’attesa per la revisione del rating italiano, sono stati proprio i timori degli investitori dopo la brutta serie di dati macroeconomici arrivati in settimana dalla Germania. Diversi osservatori iniziano a temere che Berlino possa finire in recessione tecnica. Negativa anche Wall Street, dove il Dow Jones ha chiuso a -0,69% e il Nasdaq in profondo rosso a -2,33%.