“Ma dove si è cacciato il cinema?”. Nello scontro fra la sperimentazione della novità e la disperazione del vecchio (in caduta vertiginosa d’incassi..) si è generata la domanda più ovvia del nuovo millennio rispetto alla Settima Arte. Che, ça va sans dire, chiede soccorso a modelli “altri & oltre” se stessa. Se dunque poco funziona ormai nelle sale – il box office langue in maniera disastrosa al ripartire della nuova stagione – è possibile ritrovarla nel futuro immediato del Web e nel passato evergreen delle sale museali. “L’incontro curioso forgia scintille creative e ci piacerebbe attirasse nuovi pubblici dai consueti festivalieri” annuncia Massimo Russo, direttore del mensile Wired che ha ideato e realizzato la sezione Wired Next Cinema (17-26 ottobre) nell’ambito del prossimo Festival Internazionale del Film di Roma (16-25 ottobre). Dove? Al MAXXI, naturalmente. Ed ecco spiegata la triangolazione: un festival in cammino verso la ritrovata identità di “festa”, un museo dotato di ontologica inquietudine innovativa, una rivista interamente devota all’innovazione tecnologica e alle sue molteplici ricadute.

Il programma di Wired Next Cinema messo a punto da Russo e la sua redazione si presenta quale sorta di “erede” delle vetrine L’Altro Cinema – Extra ed in seguito CinemaXXI, ed offre quindi certa soddisfazione al direttore artistico del Festival di Roma, Marco Müller, per il quale non ci sono dubbi che il rispetto per il cinema sottenda “pratiche alte e basse”. Il palinsesto prevede una pluralità di formati e contenuti realmente senza precedenti in una cine-rassegna, ove “la ricerca dei linguaggi e lo scardinamento dei tradizionali silos discipilinari” (spiega Russo) sono contemplate come priorità assolute.

Dagli UFO robot dei ’70 e ’80 (Il grande Mazinga contro Goldrake, 1979) rimasterizzato all’incontro con Wim Wenders che presenta Il sale della terra realizzato con Juliano Salgado sull’opera del padre Sebastião, dal “mash-up” di Raul Perrone Ragazzi allo “scontro” tra The Pills ed Enrico Vanzina, passando per la folgorante parodia di Gomorra – La Serie operata dai The Jackal fino al tristemente attuale documentario sull’omofobia Non so perché ti odio – Tentata indagine sull’omofobia e i suoi motivi di Filippo Soldi ed il corto “animato” Prima del film realizzato da Mario Sesti e Marco Chiarini su alcuni disegni di Bellocchio, Virzì e Scola.

Non mancheranno naturalmente seminari e workshop di ogni genere e obiettivo: da quello col folle genio del Web Maccio Capatonda fino alle ultime frontiere del formato extrashort (Gif, video Instagram e Vine) con l’illustratrice Olimpia Zagnoli. E a questo proposito, l’importanza dell’ultracorto è sottolineata anche dal “contenitore a premi” L’invasione degli Ultracorti, il primo contest italiano per video sotto i 15’’, appositamente fatti per smartphone. Per Giovanna Melandri, presidente della fondazione MAXXI, tutto ciò aderisce a una sfida necessaria per il cinema, in cui “il MAXXI non è solo edificio contenitore ma si pone come vero e proprio coproduttore del Festival di Roma e felice nuovo partner di Wired”.