Sarebbe interessante realizzare un’analisi sociologica del turista italiano medio a Londra, i risultati sarebbero a dir poco stimolanti. Lo studio si potrebbe concentrare sui turisti italiani ad agosto perché durante il mese in cui il bel paese si svuota, gran parte della middle class nostrana esporta vizi e virtù a Londra.

Meno chic e raffinata di Parigi ma con un sottofondo culturale (in fondo in Uk gran parte dei musei sono gratis) Londra è in grado di soddisfare le esigenze delle signore di mezza età italiane alla costante ricerca delle tradizionali cabine telefoniche, dei taxi londinesi e dell’immancabile foto con una guardia della Regina. Se si aggiunge la possibilità di dedicarsi allo shopping selvaggio, per la gioia dei mariti, con pochi pound da Primark (ad Harrods solo le foto, per i maschietti con le super car degli arabi fuori dai grandi magazzini, per le ragazze al reparto gioielli e profumi, al massimo si può acquistare la borsa con il logo di Harrods da sfoggiare con orgoglio al rientro a casa) il format di vacanza è servito.

Londra offre la possibilità, a dire il vero non da poco in società, di poter guardare con un pizzico di snobismo, alla prima cena organizzata al rientro, amici e conoscenti che hanno scelto per le proprie vacanze mete “popolari” come la Grecia o il Salento.

Tony Green, editorialista dell’Evening Standard, ha sintetizzato con ironia le aspettative dei turisti a Londra, una definizione che calza alla perfezione per i nostri connazionali: “I turisti vengono a Londra perché credono che incontreranno la Regina a Buckingam Palace, trascorreranno il loro tempo con Hugh Grant a Notting Hill e mangeranno fish and chips sotto il Big Ben. La realtà è che passeranno le loro notti in un ostello su Old Kent Road, perdendo la loro famiglia in metropolitana e spendendo una fortuna a una bisteccheria per un’Angus.

Francesco Giubilei
@francescogiub