Cosa sapranno fare la frazionata, litigiosa e prefallimentare compagine azionaria italiana di Alitalia e la solida ed aggressiva compagnia emiratina assieme è tutto da scoprire. Di certo le Poste italiane, costrette dal governo hanno già bruciato 75 milioni con l’ingresso in Alitalia/CAI e si stanno accingendo a versare altri 75 milioni, le banche più esposte (Intesa ed Unicredit) sperano di rientrare dall’esposizione finanziaria. 
Atlantia, che controlla gli aeroporti di Roma, è rimasta nella compagine azionaria per assicurarsi il traffico della nuova compagnia sullo scalo di Fiumicino.

Sulla fiscalità generale peseranno stupefacenti ammortizzatori sociali come il prolungamento della vecchia Cig avviata nel 2008 con pesanti contorni di iniquità rispetto agli altri lavoratori. I costi degli accordi “solidarietà” che spostano i costi dei riposi del personale sull’INPS e la defiscalizzazione della retribuzione della indennità di volo dei naviganti. Il peso dei 2.251 esuberi, diversamente trattati, resterà sostanzialmente pubblico ed i passeggeri italiani continueranno a pagare una tassa di tre euro in partenza per alimentare il fondo speciale del trasporto aereo.

Sul fronte infrastrutturale sono stimati da uno a tre miliardi i costi per collegare con l’Alta Velocità Fiumicino e Malpensa come richiesto da James Hogan a.d. di Ethiad, è certo il “sacrificio” richiesto alla Malpensa che aveva già vanificato 3 mld di investimenti. Mentre l’ottimizzazione degli “slot” di Linate rischia di penalizzare i collegamenti con le isole e il sud Italia per potenziare quelli europei.

Di fronte a costi certi ci sono gli investimenti ancora “incerti” promessi da Ethiad. Il gigante dei voli di lungo raggio mette un piede in Europa puntando sui voli regionali del vecchio continente, la scommessa non è solo imprenditoriale ma è da “ultima spiaggia” per la politica del governo. Una stima pubblica dei costi e dei benefici dell’accordo Alitalia-Ethiad sarebbe stata più che mai utile visto che l’83% dei passeggeri che volano in Italia già oggi fanno a meno della ex compagnia di bandiera.