“Vogliono le liste bloccate? Allora se il politico commette reato sia responsabile anche il partito che l’ha selezionato”. E’ il principio di ‘responsabilità oggettiva’, già utilizzato nel calcio e ora potrebbe essere applicato nel mondo della politica. L’idea è del deputato di Fratelli d’Italia Massimo Corsaro che ha depositato una proposta di legge a Montecitorio e lancia un appello al presidente del Consiglio: “Matteo Renzi dice di essere l’uomo delle riforme? Io gli chiedo di assumersi questo onere: far diventare i partiti responsabili delle persone che mettono in lista. Se si ostinano a non introdurre le preferenze, allora almeno ci mettano la faccia e paghino 5 volte quello che il politico ‘colpevole’ ha guadagnato durante il mandato”. Nei giorni in cui l’esecutivo discute per l’elaborazione di una nuova legge elettorale, il tema è ancora una volta sui nomi che vanno a sedere in Parlamento e sulla loro condotta. Insomma il pensiero va alle mancanze di memoria improvvise e disconoscimenti in fretta e furia tra i banchi di deputati e senatori, ma anche tra gli amministratori del territorio. Episodi come quello del sindaco Giorgio Orsoni, quando il Partito democratico imbarazzato rispose: “Non è mai stato dei nostri”. Secondo il testo del parlamentare ex Alleanza nazionale ed ex Popolo della libertà, se uno degli eletti commette un reato, non si può ritenere responsabile solo la singola persona, ma anche chi ha investito su di lui con una selezione che si pensava dettagliata. “Il giorno dopo l’arresto del primo cittadino di Venezia”, dice Corsaro, “i democratici gli hanno voltato le spalle. Io mi chiedo: chi è il Babbo Natale che l’ha candidato? Qualcuno deve pur averlo scelto”.

I casi previsti dal disegno di legge riguardano l’ipotesi che l’eletto sia ritenuto responsabile di reati di corruzione, concussione, contro il patrimonio pubblico e la Pubblica amministrazione, e di reati di mafia e coinvolgimento in associazione mafiosa. La responsabilità penale resta soggettiva, ma se c’è la condanna definitiva, il partito deve pagare una penale in base alla “responsabilità oggettiva”. “In questo caso”, dice Corsaro, “il partito deve sborsare 5 volte quanto è stato erogato al condannato nel periodo tra la data di compimento del reato contestato e la pubblicazione della sentenza definitiva. Ovvero diarie, emolumenti e rimborsi: tutto questo deve essere restituito con l’aggiunta”. La formazione politica che l’ha candidato deve rispondere della selezione sbagliata. “Visto che prevediamo la buonafede”, continua, “e l’eventualità che ci possano essere degli errori, il partito può evitare il pagamento della penale se collabora attivamente alla denuncia. Ma non solo. Se invece la segreteria non collabora e non paga la sanzione, al Movimento o partito viene vietato di partecipare alle successive competizioni elettorali”. 

Il modello da applicare secondo Corsaro per risolvere il problema è quello del mondo sportivo: “In quel contesto, se un giocatore tesserato o addirittura la tifoseria fanno qualcosa di sbagliato a pagare è anche la società con penalizzazioni e multe. Perché non dovrebbe essere lo stesso anche in politica?”. Il riferimento è soprattutto alla riforma della legge elettorale in discussione in Parlamento, dove per il momento non sono previste le preferenze. “L’Italicum”, continua Corsaro, “introduce collegi piccoli ma ancora una volta liste bloccate. Io non sono d’accordo nel merito, ma se proprio vogliono introdurle devono poi rispondere dei nomi che hanno selezionato”. Una penale che potrebbe mettere in difficoltà le formazioni politiche in vista della riduzione graduale del finanziamento pubblico: “Così la prossima volta la valutazione non potrà che essere più attenta”. La proposta di legge è stata depositata a Montecitorio e ora aspetta il sostegno di altre forze politiche. “Mi rivolgo a Renzi”, conclude Corsaro, “ma anche ai miei colleghi e a chi si batte per la riconquista di eticità e moralità dei rappresentanti pubblici. Troppi sono stati i casi di malaffare che sono emersi alla cronaca degli ultimi tempi ed è necessario che anche la politica torni ad essere credibile. Se vogliamo davvero fare le riforme, se Renzi sostiene di essere colui che rivoluziona il mondo, ce lo dimostri sostenendo questa iniziativa”.