Giunto alla diciottesima edizione, il Festivaletteratura di Mantova, in programma dal 3 al 7 settembre, festeggia la maggiore età con un ritorno alle origini. Non mancheranno nomi noti della letteratura internazionale – Michael Cunnigham, Sebastiano Vassalli, Elizabeth Strout, Jonathan Gottschall -, progetti sull’attualità – come quello sull’immigrazione a cui parteciperà il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini -, il webgiornalismo e l’utilizzo dei nuovi media in ambito letterario e narrativo. Ma a farla da padrone sarà il lancio di nuovi nomi della letteratura.

Un lavoro, quello dello scouting letterario, che il Festival di Mantova ha sempre fatto e che rappresenta uno dei segreti della propria longevità, nonché il motivo per cui tutto ha avuto inizio nel 1997. Da allora migliaia di scrittori sono passati per la città dei Gonzaga. Alcuni sconosciuti come Nathan Englander, Herta Muller (vincitrice del Nobel per la letteratura nel 2009), Jonathan Lethem e l’indiana Jhumpa Lahiri sono ormai star consolidate del panorama letterario internazionale.

E c’è da scommettere che qualcuno dei nomi che la rassegna mantovana ha deciso di lanciare li ricorderemo per molto tempo. Nomi come quello della brasilian Adriana Lisboa, giovane autrice brasiliana già molto quotata nel proprio continente; oppure Olivier Rohe, talento francese su cui molti esperti del settore hanno già puntato. E ancora l’olandese Tommy Wieringa, paragonato dalla critica a mostri sacri come Salinger e Auster; senza dimenticare NoViolet Bulawayo, arrivata giovanissima nella short list del Booker Prize 2013. E infine il croato Jurica Pavicic, autore molto noto nel proprio paese per l’impegno civile.

Ma si diceva dei grandi nomi, che non mancheranno. Uno degli autori più attesi è l’inglese Jonathan Gottschall, docente di inglese al Washington & Jefferson College di Pittsburgh, sostenitore della teoria che la mente umana ha bisogno di narrazioni per crescere. E non si può fare a meno di citare la presenza del premio Pulitzer Elizabeth Strout, fra le più profonde e raffinate interpreti della narrativa americana contemporanea. Dalla Spagna arriva Rafael Cribes, che nei suoi romanzi è stato in grado di ripercorrere la storia del proprio paese dopo la fine della Guerra Civile. E ancora Julian Fellowes, noto autore della serie tv Dowtown Abbey, Colum McCann, Per Olov Enquist ed Eric Emmanuel Schmitt, autore di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, romanzo da cui è stato tratto il celebre film di Francois Dupeyron.

Il Festival, da sempre, è concentrato sull’attualità e sulla narrazione civile. E quest’anno promette di suscitare molto interesse l’incontro sull’emergenza immigrazione, a cui oltre al sindaco Nicolini parteciperà il regista Andrea Segre, autore di molti docufilm sull’argomento. Spazio anche per il terrorismo e le mafie; a parlarne saranno esperti come Benedetta Tobagi, figlia del giornalista Walter ucciso dalle Brigate Rosse, e Salvatore Lupo, ordinario di storia contemporanea all’Università di Palermo, e fra i più apprezzati studiosi di mafia a livello nazionale, autore di molte pubblicazioni sul fenomeno.

Sempre attento all’evoluzione dei media e della comunicazione, Festivaletteratura proporrà un percorso sulla trasformazione che l’avvento di Internet e dei social media sta portando nel giornalismo, nella narrazione e nella letteratura. A curarlo Roberto Casati, Michela Murgia, Miki Ben-Cnaan – autrice israeliana che ha spopolato grazie alla pubblicazione dei suoi romanzi sul web – e Jeremy Rifkin.

Da ultimo, ma non per importanza, il progetto sulla Grande Guerra nell’anno del centenario. Grazie a un’installazione sonora ad hoc, nella Cripta di San Sebastiano sarà possibile ascoltare le voci dei tanti italiani chiamati alle armi e rileggere le testimonianze trasposte nei diari e nelle lettere recuperate dagli studiosi di storia popolare. Alla Sagrestia dell’Archivio di Stato sarà possibile consultare i registri dei ruoli matricolari e così ricostruire le vicende militari di parenti e antenati che hanno partecipato alla Prima Guerra Mondiale.