Ci sono partite che sai già che ricorderai per sempre. A volte basta una immagine che ti spinge ad attaccarle alla memoria. Quella telecamera dall’alto che inquadrava per terra l’uruguaiano Pereira che per un attimo, per un attimo eterno ti è apparso senza vita. Poi quel leggero movimento della testa che ti fa capire che non ha perso i sensi.

Tutti noi ricorderemo questo calciatore, a terra steso sul prato verde e poi in piedi a bordo campo mentre urla al mondo: Nooo… Non esco…resto in campo…questa è la mia maglia…questo è il mio Paese e non lo lascio adesso, nel momento più delicato. Il medico e lo staff lo trattengono, quasi con la forza. La ginocchiata in corsa del giovane Sterling, non è cosa da poco. Potrebbe aver provocato un trauma importante un ematoma, che dopo potrebbe rivelarsi quando è troppo tardi. Rischia la vita Pereira a tornare in campo. Adesso l’adrenalina non gli fa sentire dolori o sintomi, ma poi? Pereira è indomabile ed entra in campo contro tutti, contro l’istinto di sopravvivenza, contro ogni logica. Risponde ad un solo desiderio: fare onore alla sua maglia…alla Celeste, al suo Paese. Le lacrime di Suarez sul primo goal hanno reso questi calciatori patrioti invincibili. E Pereira lo dimostra. Dopo, Cavani si inventa un lancio e Suarez mette al sicuro la vittoria. Senza un’esitazione…calcia preciso e potente lasciando il portiere inglese fuori sincrono mentre accarezza l’aria coi guantoni. La palla è altrove…è in rete al sicuro, messa dentro dalla forza di un Paese, l’Uruguay.

Forse i ragazzi della Celeste sognano di vedere il loro Presidente Mujica, con un maglioncino umile sugli spalti della Tribuna del mondo, ad esultare per un goal. Forse, sognano di dare un segnale al mondo mostrando che oggi l’umiltà è un valore…è la strada da seguire per non finire nel baratro. Che partita ragazzi. Gli inglesi umiliati dal cuore del centro America. Che squadra la Celeste. Che ambasciatori di rango Pereira e Suarez, pronti a cadere per il loro Uruguay, il Paese invisibile del Presidente contadino.

Ovvio che ad un italiano come me non poteva che venire in mente l’esultanza del nostro Pertini dagli spalti e la faccia triste da italiano vero di Bearzot. Che grande emozione il calcio ed i Mondiali. Che grande partita sarà Italia-Uruguay. Azzurri contro Celesti, sotto un cielo meraviglioso dove battono forte i cuori invincibili di soldati che si scontrano e non muoiono mai. Quella dei Mondiali di calcio dovrebbe essere l’unica guerra possibile in questo pianeta, dove i soldati si rialzano sempre e non sono coperti da lenzuola bianche. Dove i soldati si aiutano a rialzarsi e si danno pacche sulle spalle. Dove i presidenti saltano in piedi con le braccia alzate per un goal o restano seduti con la faccia triste pronti a dare la mano al vincitore. Una grande lezione di vita per i nostri ragazzi i Mondiali, con le bandiere appese sui balconi e la città che si ferma.

Mujica avrà salutato i suoi calciatori dicendo loro qualcosa nell’orecchio…ne sono certo. Non so cosa avrà detto loro, ma sono sicuro che li ha resi invincibili.