La corruzione in politica e all’interno dell’Istituzioni continua a proliferare senza sosta. Non meraviglia più e lo sappiamo. Ma ha portato la gente ad assuefarsi a questo sistema malato e degenerato. Scuotono l’opinione pubblica e l’interesse della politica nazionale i grandi fatti di corruzione che con periodici accadano in Italia. Ma la corruzione la viviamo ogni giorno anche nei piccoli comuni. Molto spesso i piccoli enti comunali sono centri di grandi interessi. Ed è bene ricordare che in dette realtà i controlli sono praticamente inesistenti.

Gli organismi di controllo preventivi non esistono più e la Corte dei Conti è quasi sempre assente o non ha la possibilità di intervenire. Non esistono leggi e normative che impediscano la confusione dei ruoli, gli intrecci d’interesse e il radicamento del potere all’interno dei piccoli Comuni. Si creano posizioni di potere talmente forti che molti assessorati o politici paesani oramai vengono considerati proprietari del Comune. Il tutto con un forte clientelismo che in maniera quasi naturale si viene a creare.

Ed ecco proliferare e crescere il sistema affaristico politico-privato. Un sistema, appunto, che nasce dal basso e che si espande come radici in certa di continua acqua dal quale attingere e crescere. L’acqua in questo caso è il denaro pubblico. Una marea di soldi pubblici che vengono utilizzati per scopi assolutamente privati. In questo contesto non possono essere trascurati anche molti dirigenti comunali che fanno parte integrante del sistema di corruzione. Certi impiegati comunali accumulano talmente tanto potere da comportarsi in maniera disinvolta nel utilizzare il proprio ruolo pubblico ad evidenti scopi privati. In certi casi fanno più clientelismo politico loro che certi politicanti comunali. Insomma un centro di potere completamente fuori controllo.

Ecco, quindi, che il sistema delle tangenti diventa tranquillamente il sistema delle percentuali. Dove spesso e volentieri nei piccoli centri si racchiude in personaggi ampiamente conosciuti e chiacchierati. Non fa neanche clamore. La cittadinanza sa, vede e conosce. Molte volte e buona parte si adegua al sistema o fa parte naturale e parentale del quadro corruttivo. Il problema molte volte di certi personaggi è l’avidità e l’ingordigia mischiata alla tracotanza del momentaneo potere e al senso generale di impunità che credono di avere. Tutto passa da loro e dal sistema.

Gli interessi urbanistici, ambientali, pianificatori e generali di un Paese vengono gestiti in maniera occulta e molto spesso simile ad un’associazione a delinquere organizzata. Si potrebbe chiamare tranquillamente associazione a delinquere di stampo Comunale. Questa associazione crea una cultura malato che genera “politici” di carriera e delinquenti di professione comunale. Un grande cancro che mangia dalle fondazioni gli interessi e gli enti pubblici. Da qui bisogna partire per combattere realmente la corruzione e il sistema ormai cronico di criminalità presente nella vita pubblica Italiana.

Occorre ripartire dal controllo mirato e serio dei vari enti per eliminare alla radice il problema. E in tutto questo senza un esame serio della situazione Giustizia in Italia non se ne esce. Occorrono norme concrete, attuali e certe per individuare in maniera precisa ogni tipo di violazione. A queste devono corrispondere pene certe e severe. Un discorso ampio e articolato ma che se non viene mai affrontato difficilmente potrà essere risolto realmente.