Mario sgambetta giù per la discesa dalla casa dei nonni. I capelli biondi necessiterebbero di una spuntatina, perché fra poco lo scambiano per una bambina. Però i primi tagli a certe mamme fanno male. Portano via qualcosa che non torna più. Aspettiamo lunedì…Giovanni si gira e lo guarda. Quasi soprappensiero dice tra sé e sé: “Che bello!”. Gli viene così e mi sbalordisce, fino a poco prima litigavano per un aereo di carta.   

Fratelli non vuol dire amici. È gente con cui picchiarsi, confrontarsi, scontrarsi. Gente con cui sgomitare. Sono in ballo cose grosse: l’ultimo biscotto con le gocce di cioccolato, la macchinina che cambia colore, l’amore di mamma e papà. E poi cosa vuole questo moccioso, che è arrivato per ultimo a prendermi il posto? Non è così automatico volersi bene. Eppure, spero, l’amore si impara. L’amore si insegna. Ci si attacca a quella fitta nel vederlo piccolo che ti corre incontro e si parte da lì.   

Perché è vero che non l’hai scelto. È vero che può essere diverso, l’opposto di te. Può darti sui nervi qualche volta. Però la via c’è e se la trovi non c’è niente che ti separerà, nessuno con cui riderai di più. O piangerai. Nessuno con cui sarà così superfluo parlarsi. O così indispensabile. 

Guardo gli occhi di mia sorella Marta, quattro bambini. Lontano da tutti. Non so come fa a conservarli così lucidi, così limpidi e stupefatti. Vorrei dirle quanto bisogno avrei, certe sere, di chiacchierare, di ridere, di bere una tisana. È laureata in chimica, ma io la vedo seduta sul vasino rosa che conta i dadi: “Uno, te, quatto…”. Non si scelgono certe persone. Sono dei regali senza un perché. La Vita ce le affida, semplicemente. Ma qualcosa voglio fare perché Giovanni sappia cosa c’è dietro quella frase sfuggita dal cuore. Perché provi a coltivare quel semino, che un giorno potrà fare ombra per riposarsi dalla canicola.   

Qualche volta non funziona: sono estranei che non conosciamo, o sono nemici da combattere fino all’ultimo. Sono gli odi più feroci. Che peccato però.

2 Giugno 2014