Il crowdfunding piace sempre di più. La quantità di persone disposte a sostenere un progetto attraverso una donazione in rete cresce di anno in anno: una valutazione di Richard Schwartz per la Banca mondiale stima il suo potenziale annuo a 300 miliardi di dollari entro il 2015, di cui 13,8 attribuiti all’Europa contro i 47,6 della Cina. I progetti sostenuti attraverso questa forma di finanziamento dal basso sono i più svariati: iniziative legate all’arte e alla musica, start-up nel settore dell’imprenditoria, sviluppo di videogiochi, iniziative di solidarietà. Il crowdfunding democratizza il processo di raccolta fondi e molte sono le storie di successo, come quella di Anya Gleizer e Pablo Fernandes, una pittrice e uno scrittore che hanno lanciato il progetto “Sulle orme di Basho”: l’idea è quella di ripercorrere esattamente i duemila chilometri di cammino fatto dal poeta giapponese trecento anni fa e creare un “Artist book” che comprenda poesie, foto, racconti e dipinti del viaggio.

L’obiettivo è offrire a chi legge suggestioni del lungo percorso, raccontando anche com’è cambiata quella parte di Giappone nel corso dei tre secoli trascorsi. Il progetto è stato finanziato attraverso il crowdfunding: “Siamo entrambi viaggiatori e artisti – scrivono Anya e Pablo – e per noi Basho rappresenta un’ideale d’arte e di spirito d’avventura. Partiremo da Tokyo (Edo al tempo di Basho) il 5 giugno e per tre mesi viaggeremo seguendo il percorso del poeta e producendo arte”. La campagna è stata un grande successo: i due hanno già raggiunto la quota necessaria per il viaggio e stanno per arrivare a quella che serve per la pubblicazione. “E’ stato un modo per abbattere la distanza tra creatori e lettori”, scrivono sul loro profilo Facebook, da seguire per avere aggiornamenti sull’avventura dei due ragazzi.

“L’ispirazione per questo cammino – raccontano Anya e Pablo – è nata perchè consideriamo ogni avventura come una storia: non è importante solo stabilire un record o percorrere una certa distanza”. Anya ha studiato all’Università di Edimburgo e ha da sempre vissuto in modo avventuroso: nel 2012 è stata la più giovane a circumnavigare il lago siberiano Baikal in kayak. Nel 2013 ha passato un lungo periodo in Alaska, nella foresta appena fuori Fairbanks, vivendo senza acqua potabile e con una stufa per scaldarsi e “ritrovandomi faccia a faccia con la foresta”, spiega nel suo sito. Pablo Fernandes ha studiato a Berkeley e girato mezzo mondo ma è stato il campeggio nelle montagne di Abiskoa a dargli la possibilità di trovare la distanza e la quiete necessarie per riflettere su sé stesso e sul mondo esterno, “consapevolezze essenziali per facilitare il processo creativo”, scrive lo stesso Fernandes.

Basho, poeta giapponese considerato il più grande maestro della poesia haiku (componimenti che constano di tre versi per diciassette sillabe) viveva nella convinzione che solo il viaggio potesse restituire uno stato di “karumi” (leggerezza), essenziale per l’arte: il poeta giapponese mirava a essere un unicum con l’oggetto delle sue poesie, certo che fosse il solo modo per scrivere sinceramente. Era già molto conosciuto in Giappone quando, nel 1689 e pochi anni prima di morire, mise in vendita la propria casa e iniziò quello che sarebbe stato uno dei viaggi più presenti nell’immaginario collettivo giapponese: lentamente, a piedi, quasi senza bagaglio, Basho percorse duemila chilometri intorno alla costa di Honshu, componendo in prosa e in poesia. Da lì sarebbe nato uno dei testi di riferimento della letteratura giapponese: “Lo stretto sentiero per il profondo Nord”. Il sito americano Openculture.com offre una selezione di poesie di Basho tradotte in inglese.