Renzi ha certamente stravinto, ma il difficile per lui inizia ora e paradossalmente l’ampiezza della sua vittoria può essergli di impaccio. Il primo nodo da sciogliere sarà infatti proprio la legge elettorale. Ci sono oltre 15 punti di distacco fra il Pd e la galassia di centrodestra, 10 se ricomprendiamo in questo schieramento anche la Lega, che sembra però sempre più orientata a giocare una sua partita. Il Ncd con l’Italicum sarebbe a rischio di non entrare in Parlamento, FdI starebbe fuori. Scelta Civica probabilmente si scioglierà. Nessuna di queste forze ha interesse a votare l’Italicum. Si dice che Renzi può costringere Ncd e Sc minacciando nuove elezioni, ma paradossalmente con la legge elettorale vigente (un proporzionale puro) nuove elezioni converrebero a tutti fuorché a Renzi, che non avrebbe poi una maggioranza per governare da solo, posto che il 51% è comunque irraggiungibile senza il premio di maggioranza previsto dall’Italicum. La minaccia rischia di essere un’arma spuntata.

Rimane Forza Italia. Toti ha già dichiarato il permanere della loro disponibilità. Solo un suicida potrebbe tuttavia pensare di votare una legge elettorale che regali all’avversario la certezza della maggioranza assoluta alle prossime elezioni, condannandosi all’irrilevanza politica per cinque anni, mentre oggi con nuove elezioni e con questa legge elettorale avrebbe quantomeno una capacità di condizionamento notevole verso il vincitore. A meno che non si voglia barattare qualcosa d’altro. E qui inizierebbero i guai per Renzi che non può deludere il tradizionale elettorato democratico con pasticci sulla giustizia e che deve nel contempo mantenere le tante promesse con cui ha “comprato” il consenso elettorale, fra cui quella di rendere stabili gli 80 euro, di garantirli anche a pensionati e lavoratori autonomi e di dare a tutti i disoccupati un sussidio universale.

La partita si fa appassionante a condizione che l’opposizione inizi ad attrezzarsi facendo un salto di qualità. Sono convinto che più che merito del Fiorentino, una parte importante del suo successo sia dovuta infatti alla totale inadeguatezza delle opposizioni.

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