Petro Poroshenko è ufficialmente il nuovo presidente dell’Ucraina, con un significativo 54,33%. Lo ha reso noto la commissione elettorale centrale. L’oligarca ha aperto al dialogo con Mosca, ma ha dichiarato che l’operazione militare contro i separatisti proseguirà.

Intanto nelle regioni dell’Est si continua a combattere. Nel pomeriggio gli scontri più violenti si sono verificati nell’aeroporto di Donetsk, sul quale l’esercito di Kiev ha lanciato attacchi aerei contro i filorussi che l’avevano occupato nei giorni precedenti. Testimoni oculari riferiscono di diversi razzi sparati da elicotteri militari contro le postazioni dei ribelli. Colpita anche una fabbrica di macchinari della regione, la Tochmash. Scontri pure nella stazione ferroviaria, nei pressi dello scalo. “Il secondo piano dell’edificio amministrativo è in fiamme”, riferiscono fonti locali, e nella zona sono state uccise due persone. 

L’attacco allo scalo aereo – Vladislav Seleznyov, portavoce dell’operazione antiterrorismo di Kiev nell’Est, ha spiegato sul proprio profilo Facebook che le forze armate nelle scorse ore hanno dato un ultimatum ai ribelli pro-Mosca che hanno preso l’aeroporto, intimando loro di deporre le armi. L’ordine non è stato rispettato e le forze armate hanno avviato gli attacchi. Da settimane, dopo che i loro leader hanno dichiarato l’indipendenza, le milizie filorusse hanno preso il controllo di edifici governativi e combattono contro le truppe dell’esercito ucraino.

Pronta a essere riconsegnata la salma di Rocchelli – Questa mattina le truppe di Kiev hanno ripreso le operazioni militari a Sloviansk. Il bilancio è di almeno due morti tra le fila dei miliziani filorussi. Scontri anche nei villaggi vicini, compreso quello dove ha trovato la morte due giorni fa il fotoreporter italiano Andrea Rocchelli. La cui salma, ha riferito il sindaco ‘popolare’ della città Viaceslav Ponomariov, è pronta a essere consegnata in loco, insieme a quella di Andrei Mironov, ai parenti o ai rappresentanti ufficiali. 

“Oggi è in corso la perizia medico-legale e in serata saremo pronti a restituire i corpi, solo che non ci è chiaro ancora a chi. Finora nessuno è venuto a prenderli”, ha dichiarato Ponomariov, spiegando così a suo avviso perché finora i corpi sono ancora all’obitorio dell’ospedale di Sloviansk. “Noi restituiremo le salme non appena vedremo le persone che devono venire a prenderle, non appena vedremo i loro documenti e saremo sicuri che sono veramente o rappresentanti ufficiali o parenti vicini delle vittime. Noi non abbiamo intenzione di creare alcun ostacolo, che vengano da me”, ha aggiunto.

Scontri e aperture dopo l’esito delle presidenziali – Le autorità dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, che rivendica l’indipendenza da Kiev, hanno imposto la legge marziale in tutta la regione. L’obiettivo è quello di ripulire il territorio dalle unità dell’esercito ucraino. L’accentuarsi dello scontro arriva in concomitanza con le elezioni che si sono tenute in Ucraina. Mosca ha annunciato che rispetterà l’esito delle presidenziali, che domenica hanno sancito la vittoria dell’oligarca Petro Poroshenko. Ma il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha aggiunto che la Russia non vuole mediatori occidentali e ha ammonito che il proseguimento dell’operazione militare nelle regioni orientali sarebbe “un colossale errore”.

Poroshenko ha risposto a stretto giro, ribadendo che occorre difendere i civili da “terroristi” che vogliono trasformare il Donbass in una nuova Somalia, ma che “l’operazione antiterroristica non può e non deve durare due o tre mesi, deve durare e durerà solo ore”, ha detto Poroshenko, facendo intendere che metterà presto fine alla criticata campagna di Kiev. Mentre ha annunciato l’intenzione di confermare nell’incarico l’attuale premier Arsenij Jacenju, nominato ad interim dopo la rivolta di Maidan, con la benedizione preventiva del dipartimento di Stato Usa.

Da parte loro, i leader dell’autoproclamata repubblica autonoma di Donetsk hanno aperto uno spiraglio a un dialogo con Poroshenko, a patto che vi sia un’intermediazione russa. Il leader separatista Denis Pushilin, ha dichiarato che una mediazione sarà possibile solo su due punti: lo scambio degli “ostaggi” e il ritiro delle truppe ucraine. Ma, ha aggiunto: “La regione di Donetsk non tornerà mai a essere parte dell’Ucraina”. 

Il sostegno di Usa e Unione europea – “Accogliamo con favore le elezioni presidenziali di ieri in Ucraina. Ci aspettiamo di lavorare a stretto contatto con il prossimo presidente per assicurare la stabilità politica ed economica dell’Ucraina”. Lo hanno dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, e quello della Commissione Ue, José Manuel Barroso, in una nota congiunta. “L’Unione europea – hanno aggiunto – è pronta ad assistere l’Ucraina in questa missione (di riforme, ndr) e conta su altri partner internazionali perché facciano lo stesso”. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha invitato il presidente russo, Vladimir Putin, a rispettare il risultato delle elezioni presidenziali ucraine. Merkel spera che Mosca e Kiev raggiungano un accordo sul costo delle forniture di gas già durante questa settimana. Il segretario di Stato John Kerry ha annunciato che gli Stati Uniti sosterranno il futuro presidente nei suoi sforzi per costruire una Ucraina “unita”.