Pina Tommasielli, ex assessore allo Sport di Napoli, rischiò l’arresto per la gestione dei biglietti omaggio del Napoli. Una fonte bene informata, che incrocia un’intercettazione telefonica e un verbale di interrogatorio, lo conferma. Fu l’ascolto di una telefonata tra il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano e il capo di gabinetto del sindaco Luigi de Magistris, il colonnello Attilio Auricchio, a indurre negli inquirenti il sospetto che la Tommasielli stesse ‘barattando’ un appalto di ristrutturazione dei bagni dello stadio San Paolo di Napoli in cambio di centinaia di ticket omaggio. In seguito a quella telefonata, la Tommasielli finì sotto inchiesta e fu intercettata per sette mesi. Si scoprì una storia di multe cancellate al cognato magistrato e di tre biglietti dello stadio utilizzati dai suoi familiari. Ma l’ipotesi iniziale, la più grave, teoricamente configurabile come concussione se fossero stati trovati riscontri, è finita nel cestino. Fu proprio un dirigente del Napoli a scagionarla. Ecco il retroscena inedito dell’inchiesta per la quale la Tommasielli si dimise da assessore e per la quale il 12 maggio scorso, assistita dall’avvocato Domenico Ciruzzi, è stata interrogata dal pm Danilo De Simone. L’ex esponente di Idv rischia un processo per peculato.

È il 26 settembre 2012. Alle 23.08 inizia la telefonata tra Sodano e Auricchio. Da poco è finita una riunione informale di giunta, in agenda c’era anche il problema dei 350.000 euro per riparare alla meglio i disastrati bagni del San Paolo. Sodano e Auricchio chiacchierano per circa 9 minuti. L’oggetto della conversazione è la Tommasielli, che con il presidente Aurelio De Laurentis e il Napoli coltiva rapporti tesi e conflittuali. La Tommasielli batte cassa col Napoli per l’uso e gli oneri dello stadio, la società è infastidita. La questione è nota nelle stanze di Palazzo San Giacomo. E’ oggetto di scontro politico interno. Il Napoli è un potere, un interlocutore importante. Per ora è tutto sotto traccia. Ma qualcosa sta emergendo nelle cronache locali.

Il telefono di Sodano è sotto controllo per un’indagine sui progetti di Napoli Est dalla quale il vice sindaco è poi uscito con un’archiviazione. La Digos registra. Auricchio tira fuori all’improvviso un argomento che nulla a che fare con la questione della competenza delle spese dei bagni dello stadio: i biglietti omaggio, i 500 ticket circa che la Tommasielli “gestisce in maniera autonoma”. Sono quei biglietti che l’assessorato riceve e poi assegna alle scuole nell’ambito di progetti per educare i giovanissimi ai valori dello sport e della competizione sana e corretta. Dalla loro conversazione è evidente che il vice sindaco e il capo di gabinetto non apprezzano il modo con cui l’assessore allo Sport cura i rapporti con il calcio Napoli. Parole critiche, ma non particolarmente cattive, tutt’altro. Dalle quali però emerge chiaramente che, se fossero chiamati a decidere se buttare da una torre De Laurentis o la Tommasielli, sceglierebbero la seconda. “Però voglio dire … De Laurentis non è che vuole a Pina” si lascia sfuggire Auricchio. “Cioè c’è anche questo da dire… che lei peraltro paradossalmente è quella scassa il cazzo direttamente… quindi non è che…”.

Il brogliaccio della telefonata sintetizza più o meno così: la Tommasielli è una ‘scassacazzo’ perché pretende i biglietti omaggio del Napoli altrimenti la società subirebbe ritorsioni nelle varie partite economiche aperte con il Comune di Napoli per il fitto dell’impianto e per gli importi dei lavori di manutenzione. La Procura, come è giusto, indaga e convoca subito un dirigente del Napoli, Alessandro Formisano, il braccio destro di De Laurentis. Formisano viene sentito come testimone il 29 ottobre 2012, appena un mese dopo la telefonata Auricchio-Sodano. Su domande del pm, spiega per filo e per segno come vengono distribuiti i biglietti omaggio, rivelando le cortesi ma quotidiane pressioni ricevute dalle autorità di ogni genere e grado per ottenere l’agognato lasciapassare gratis alle partite. Formisano conferma che i rapporti tra il Napoli e la Tommasielli non sono buoni. Ma precisa: “Non ho mai ricevuto da componenti dell’assessorato allo Sport o dall’assessore stesso pressioni indebite al fine del rilascio dei predetti ingressi riservati alle scuole, né mi è stata mai prospettata una relazione tra tale richiesta e la definizione delle “pendenze” di carattere economico e gestionali nei rapporti con la società”. È la risposta alla penultima domanda prima di chiudere un verbale di quattro pagine. La Tommasielli non ha fatto ‘estorsioni’ al Napoli. Ma l’inchiesta andrà avanti su altre vicende. E lei dovrà dimettersi dalla giunta de Magistris.